Comune di Palermo, stop ai fondi per i teatri

Il commissario ad acta non ha firmato il rendiconto di gestione 2010. Tutto rinviato a lunedì

PALERMO. Il sindaco Cammarata può mettersi il cuore in pace. E anche i teatri Biondo e Massimo che attendono fondi per oltre sei milioni di euro dal Comune. Neanche ieri il commissario ad acta Antonio Garofalo ha firmato il rendiconto di gestione del 2010. Il parere che è arrivato dal collegio dei revisori ha convinto Garofalo a chiedere ulteriori provvedimenti al Comune e tutto si è bloccato, provocando anche uno scontro tra il ragioniere generale del Comune Paolo Basile e il collegio dei revisori. Risultato: se ne parlerà lunedì prossimo, giorno in cui è stato fissato un nuovo incontro dal commissario ad acta. La firma al tanto atteso rendiconto sbloccherebbe un tesoretto di 18 milioni. Il problema è sorto su un credito Irap del 2010 di quasi 83 mila euro. 
Un aspetto tecnico-contabile su cui Garofalo nei giorni scorsi ha chiesto lumi al collegio dei revisori e questi ultimi hanno formulato ieri un parere negativo sostenendo che il rendiconto non è assistito da «completezza e veridicità». Frasi pesanti che hanno immediatamente portato Garofalo a chiedere ulteriori lumi al Comune e pertanto la firma al rendiconto è slittata.
La risposta del collegio dei revisori (Antonino Maraventano, presidente, Fulvio Coticchio e Francesco Vetrano) ha scatenato anche la reazione del ragioniere generale Paolo Basile che sulla vicenda è intervenuto addirittura con un comunicato stampa a sua firma per difendere le proprie ragioni. La mancata firma è da addebitare secondo Basile «a una questione che attiene alla contabilizzazione di una partita pari a 82.933,63 euro, che a mio avviso deve avvenire nel 2011, mentre per i revisori nel 2010». E continua: «La ragioneria generale aveva già spiegato la propria posizione al collegio dei revisori lo scorso 8 settembre ma nonostante questo intervento chiarificatore, il Collegio è rimasto fermo sulle proprie posizioni e il commissario ad acta ha disposto la rimodulazione del ”rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2010 secondo le indicazioni fornite“ dal collegio dei revisori. La richiesta, che non è condivisa dalla ragioneria generale del Comune, che la ritiene non conforme ai principi contabili, imporrà anzitutto la rivisitazione di tutti i documenti relativi al consuntivo 2010, cui farà seguito la riapprovazione del documento da parte della giunta comunale, l'acquisizione di un nuovo parere del collegio dei revisori, nonché, da ultimo, l'approvazione da parte del commissario ad acta».
Come dire, altro tempo perduto. Disappunto anche da parte dell’assessore al Bilancio Giuseppe Genco: «Non comprendiamo l’atteggiamento del collegio dei revisori. Stiamo parlando di un’entrata per le casse del Comune di 83 mila euro a fronte di un bilancio di 800 milioni. Veramente esagerato».
E dopo la firma si vedrà che fine faranno i soldi. Un tesoretto complessivo di 18 milioni di cui una buona parte (circa 10 milioni) è destinata a pagare i debiti fuori bilancio. E la parte rimanente servirà per dare una boccata di ossigeno al teatro Biondo e al teatro Massimo e anche ai servizi sociali (circa 500 mila euro).
Ma Garofalo ha ribadito ieri che la priorità dei pagamenti va rivolta ai debiti fuori bilancio che sono molti di più dei 10 milioni previsti da Palazzo delle Aquile. Sarà scontro anche su come spendere questi soldi?

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