"Siamo già nel futuro"

di ALDO FORBICE

Viviamo in una fase di transizione dal punto di vista tecnologico e scientifico? Sembrerebbe di no. Anzi,almeno secondo alcuni scienziati e noti esperti di tecnologia, siamo già nel futuro. Approfondisce l'intrigante argomento Nick Bilton nel saggio Io vivo nel futuro (Codice edizioni). L'autore, che è un giornalista e design integration editor del New York Times, spiega che, con l'avvento di smartphone, ipad e piattaforme digitali come Twitter e Facebook, che hanno profondamente cambiato la produzione e il consumo dei contenuti delle nostre case e dei nostri cellulari, sta emergendo una nuova cultura che avrà profondi effetti sulle abitudini di vita e sugli stessi meccanismi cerebrali. Come avvenne, a suo tempo, con la realizzazione delle ferrovie e la nascita della stampa. Io vivo nel futuro cerca di analizzare, in particolare, l'impatto sulle nuove generazioni delle innovazioni tecnologiche e soprattutto cerca di riflettere su cosa effettivamente cambierà nei prossimi vent'anni.
Una grande astrofisica di una generazione più matura, Margherita Hack, ci fa viaggiare attraverso l'universo e non solo. Com'è noto, la fiorentina Hack ha insegnato astrofisica e astronomia per mezzo secolo fra Milano, Firenze e Trieste e ancora adesso è superattiva nelle università, con lezioni e conferenze, in giro per il mondo. Ma l'autrice da molti anni è conosciuta anche per essere una grande divulgatrice scientifica. La conferma la ritroviamo nell'ultimo libro che ha scritto, Il mio infinito (Dalai editore), in cui racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo, dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero, alle scoperte di Newton, per arrivare all'astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento. Margherita Hack non si sottrae a nessun quesito, compresi quelli che investono la stessa esistenza di Dio. Lei, da scienziata atea, risponde con ragionamenti scientifici, senza fanatismi, cercando di comprendere le motivazioni di chi possiede il dono della fede.
Due studiosi americani, Edward B. Burger e Michael Starbird, si sono divertiti a scrivere un libro di matematica, Dall'improbabile all'infinito (Dedalo), dimostrando che questa materia, così ostica a scuola, si può rivelare ricca di sorprese, di risultati inaspettati, di paradossi. Burger insegna matematica al Williams College in Massachusetts, mentre Starbird insegna la stessa materia ad Austin, all'Università del Texas. I due autori collezionano coincidenze stranissime, come, ad esempio, che Lincoln aveva un segretario che si chiamava Kennedy e Kennedy aveva un segretario che si chiamava Lincoln. Si spiega poi che il massimo di segretezza nei messaggi cifrati si ottiene pubblicizzando il metodo di cifratura. Non solo, ma lo sapevate che alzando il livello delle misure di sicurezza nei viaggi si può ottenere l'effetto contrario? Insomma in questo libro troverete di tutto: paradossi e sorprese «nascosti» fra le pieghe del calcolo delle probabilità, della statistica e della teoria dei numeri.
Infine, parliamo di un romanzo scritto da un giovane fisico, Massimiliano Pieraccini (insegna all'Università di Firenze), L'anomalia (Rizzoli). L'autore, in un thriller travolgente, ci descrive teorie scientifiche affascinanti, coinvolgendo scienziati di fama mondiale, gli stessi che ogni anno si riuniscono ad Erice, in quel borgo medioevale costruito sulla roccia, coordinati da Antonino Zichichi. Un modo, anche questo divertente, per una divulgazione scientifica che può andare molto al di là della stretta cerchia degli addetti ai lavori.

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