Regione, le misure per favorire il rilancio delle aziende

Stretta sugli uffici responsabili della spesa dei fondi europei. Agevolazioni per le aziende che trasferiscono il domicilio fiscale in Sicilia. Fondo di garanzia per le imprese che investono nell'Isola e un «tesoretto» che garantisce le anticipazioni bancarie per le aziende che vantano crediti dagli enti locali

PALERMO. Stretta sugli uffici responsabili della spesa dei fondi europei. Agevolazioni per le aziende che trasferiscono il domicilio fiscale in Sicilia. Fondo di garanzia per le imprese che investono nell'Isola e un «tesoretto» che garantisce le anticipazioni bancarie per le aziende che vantano crediti dagli enti locali. Ecco alcune linee della Finanziaria approvata dalla giunta Lombardo, costituita da più di venti articoli che intendono favorire il rilancio dell'economia regionale.  La prima norma mira a dare una sterzata ai ritmi della spesa comunitaria. Per i dirigenti responsabili dell'attuazione dei fondi europei sono previste scadenze più vincolanti: ogni due mesi dovranno comunicare alla Giunta e all'Autorità di gestione del Po Fesr l'elenco dei beneficiari dei finanziamenti, lo stato delle gare avviate e le criticità che determinano il rallentamento della spesa.



La manovra prevede anche un fondo immobiliare non superiore a 500 milioni di euro, da istituire presso un soggetto pubblico o privato a totale partecipazione regionale, costituito dal valore di quegli immobili che saranno dismessi dalla Regione. Il fondo servirà come garanzia per le imprese che vogliono investire, ma che non hanno i requisiti per accedere ai mutui. Alla base c'è la vendita degli immobili di proprietà della Regione che non generano reddito, con cui l'Amministrazione cercherà di ridurre il proprio debito pubblico. Una parte del fondo, pari a 100 milioni, è destinata a favorire interventi nel settore del «piccolo fotovoltaico». Ogni beneficiario potrà avere fino a 100 mila euro.



Arriva un fondo di garanzia destinato alle grandi imprese che investono nell'Isola. Le aziende dovranno dare occupazione ad almeno il 70% di lavoratori locali. La garanzia copre fino all'80% del prestito e in ogni caso non oltre i 20 milioni. Il testo messo a punto dall'assessore all'Economia, Gaetano Armao, prevede anche la possibilità per le imprese di beneficiare di prestiti agevolati «partecipativi», erogati cioè per il 70% dalla Regione, per il 25% dalle banche e da un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 5%. Il mutuo deve essere restituito entro 5 anni.



In arrivo, ancora, un «tesoretto» di 12 milioni di euro come copertura, previa una convenzione con gli istituti di credito, delle anticipazioni che faranno le banche per le imprese che vantano crediti da Regione, Comuni e Province per lavori effettuati. Il testo prevede anche agevolazioni per le aziende che trasferiscono il domicilio fiscale in Sicilia, alle quali viene riconosciuto un abbattimento del 50% dell'imposta sul reddito societario per un massimo di 3 anni. La Regione ci riprova. Se l'Ars approverà la Finanziaria in questa versione scatterà la liquidazione dell'Ircac e della Crias, i cui dipendenti verrebbero trasferiti in un nuovo istituto di mediocredito, un soggetto pubblico o privato a totale partecipazione regionale. Tema, questo, che più volte è stato terreno di scontro tra governo e imprenditori. Infine, viene istituito un fondo di garanzia per l'accesso al credito delle imprese femminili e giovanili.

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