Scuola, dossier Cgil: in Sicilia tagli del 66% in 10 anni

Dal 2008 al 2011 sono stati 25.217 gli alunni in meno, una diminuzione a cui corrisponderebbe una "sforbiciata" di 1.500 docenti. Con le misure del ministro Gelmini sarebbero state eliminate invece 10.113 cattedre e 5.017 posti di Ata. Per protestare contro i provvedimenti su scuola e università e chiedere una inversione di rotta la Flc Sicilia ha organizzato per domani una giornata di dibattito pubblico

PALERMO. I tagli alla scuola siciliana negli ultimi anni sono andati ben oltre quelli che giustificherebbe il calo demografico. Nelle scuole dell'isola dal 2008 al 2011 ci sono stati infatti 25.217 alunni in meno, una diminuzione a cui corrisponderebbe una sforbiciata di 1.500 docenti. Con le misure del ministro Gelmini sono state tagliate invece 10.113 cattedre e 5.017 posti di Ata. A fare i conti sulla situazione della scuola siciliana è la Flc regionale, che ha presentato oggi un dossier che riguarda anche lo stato dell'Università e la campagna di "controinformazione" sulla situazione del sistema dell'istruzione nell'isola e le iniziative di mobilitazione.
Lo studio della Flc rivela che in 10 anni sono venuti meno alla scuola siciliana il 66% delle risorse destinate all'offerta formativa. Nel 2007 le risorse a disposizione erano pari a 129 milioni, sono diventate 49 milioni nel 2011. "E la situazione si aggraverà - ha detto Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Sicilia - se consideriamo che quest'anno il bilancio della regione dimezza lo stanziamento destinato al funzionamento degli istituti scolastici, che passa da 38 milioni del 2008 a 19 milioni del 2011". Quali le conseguenze di queste riduzioni? "La riorganizzazione delle classi - ha osservato Scozzaro – con il sovraffollamento, la creazione di pluriclassi nelle zone disagiate, la riduzione del tempo scuola dalle 30 ore chieste dalle famiglie a 27. Insomma è peggiorata la condizione strutturale e organizzativa generale con rischio che a poco a poco il diritto allo studio venga sempre più meno e con esso le prospettive e il futuro dei giovani siciliani".
Il dossier Flc rivela che non è stata neppure attuata nell'isola la legge 244 del 2007 che prevedeva l'aumento fino al 70% dell'organico stabile degli insegnanti di di sostegno. Questi erano in tutto 12.952 nel 2006, in maggioranza precari. "I docenti a tempo indeterminato - ha detto il segretario della Flc - dovevano diventare 9.066 invece sono oggi 8.247, ne mancano cioé all'appello 819. E a questo si sono aggiunti tagli per 407 posti nonostante gli alunni disabili siano aumentati".      
Non va meglio per l'Università. Anche sugli atenei la Cgil ha fatto i conti, rilevando tagli consistenti al loro funzionamento ordinario. Per Palermo si passa da una riduzione del 3% del 2009 ad una del 15% nel 2011. All'Università di Catania nel 2009 sono venute meno risorse per il 2,56% e nel 2011 per l'11,68%. Questi numeri diventano -3,5% per il 2009 e -12,75% se si guarda all'ateneo messinese. "Le ripercussioni sull'offerta formativa - ha sostenuto Scozzaro - non si sono fatte attendere". A Palermo i docenti sono passati nel periodo preso in considerazione da 1131 a 971, i ricercatori da 863 a 795 e i tecnici e amministrativi a 1.470 a 1160. A caduta sono diminuiti i posti per matricole. "In tre anni - ha detto il sindacalista - ci sono stati 12 mila studenti in meno". E non perché sia diminuita l'intenzione dei giovani siciliani di andare avanti negli studi. Nell'Ateneo del capoluogo infatti, rende noto lo studio del sindacato, le domande di ammissione ai test d'ingresso sono state quest'anno 27.850, per una platea stimabile di 18 mila studenti, ma i posti disponibili per nuove matricole sono 9.300. "Novemila giovani - ha sottolineato Scozzaro - non avranno cioé l'opportunità di frequentare in Sicilia una università".
Per protestare contro i provvedimenti su scuola e università e chiedere una inversione di rotta la Flc Sicilia ha organizzato per domani una giornata di dibattito pubblico, con incontri in tutte le città sul tema "Per salvare il futuro dei giovani e dei siciliani: la scuola e l'università prima e dopo la Gelmini".

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