Esperimento sui neutrini, una sfida da ripetere

Come mai oggi abbiamo a portata di mano le tecniche di medicina come raggi-X, la Risonanza Magnetica Nucleare, la TAC e tutte quelle altre strutture ancora più specializzate per fare analisi complesse e nella vita di tutti i giorni usiamo radio, televisione, computer, elettrodomestici, telefonini, internet e tutte quelle cose di cui i nostri antenati non avrebbero nemmeno saputo immaginare l'esistenza?
Quando parliamo al telefono è come se le nostre orecchie potessero ascoltare ciò che dice un nostro amico che si trova a New York: a diecimila km di distanza da noi. Quando vediamo David Scott, il Comandante della Missione Apollo XV, che sulla Luna fa cadere una piuma e un martello, per ripetere l'esperimento proposto da Galilei, è come se i nostri occhi riuscissero a vedere quello che fa una persona che si trova a oltre 350 mila km di distanzada noi.
Come mai? Qual è il vero motore del progresso che permette oggi alla nostra specie vivente di avere una speranza di vita che va oltre gli ottanta anni? Il motore di tutte queste conquiste tecnologiche è la scoperta scientifica. E oggi arriva una formidabile novità. Studiando cosa succede a certe particelle dette «neutrini» è stato scoperto che la loro velocità supera quella della luce.
La velocità della luce è di circa un miliardo di Km l'ora. Superarla è proibito, non perché c'è un vigile che fa la multa ma perché va contro la Logica che regge il mondo. Questa Logica dice che la casa in cui viviamo ha una lunghezza, una larghezza e un'altezza. Ci sono stanze più o meno grandi ma il loro volume totale dipende esclusivamente dalle tre cose prima citate: lunghezza, larghezza e altezza. A queste tre cose si da
il nome di dimensioni dello spazio. E sono tre. Non bastano però queste tre dimensioni. Ci vuole anche il tempo che porta il totale delle dimensioni a quattro. Fino ad oggi la Logica della nostra Fisica che ha portato alle tecnologie citate prima, è stata fondata su queste 4 dimensioni. E se fossero invece 43? Si aprirebbero nuovi orizzonti. Potrebbe essere una conseguenza dell'esperimento con i neutrini.
Vediamo perché. L'esperimento del gruppo OPERA (che è una vasta collaborazione internazionale) è fatto con i neutrini prodotti al CERN e osservati al Gran Sasso. I risultati ottenuti dicono che queste particelle subnucleari partono dai laboratori del CERN (Ginevra) e arrivano ai laboratori del Gran
Sasso prima di quanto impiegherebbe un raggio di luce per coprire la stessa distanza. Di quanto tempo prima? Risposta: di appena 60 miliardesimi di secondo (nanosecondi). Nelle gare di Formula 1 si vince per millesimi di secondo. E invece nella gara tra neutrini e luce si vince per miliardesimi di secondo.
La prima cosa da fare è ripetere l'esperimento. Una scoperta scientifica - insegna Galilei - per entrare nel cuore della Scienza deve essere confermata. Con un esperimento fatto al CERN negli anni Sessanta, ho dimostrato che una grande scoperta fatta in America sulla esistenza di un mesone detto esse-zero (S°) non era corretta. La lettera S sta per «scalare». Una particella «scalare» è come una «pallina». Tutte le particelle dell'Universo Subnucleare sono invece «trottoline». Scoprire la prima particella «pallina» sarebbe stata una grande scoperta.
Questo ricordo di gioventù è di grande attualità in quanto la scoperta fatta col mio progetto per lo studio di cosa succede ai neutrini prodotti al CERN (il più grande laboratorio subnucleare del mondo) e osservati al Gran Sasso (il più grande laboratorio sotterraneo del mondo) ha bisogno di riproducibilità. Deve essere ripetuto. Non solo. Ma migliorando sia la «partenza» dei neutrini sia l'arrivo. È molto più difficile delle gare di Formula 1 in quanto i tempi in gioco sono - come detto prima - i nanosecondi. Noi vorremmo aumentare la precisione delle misure. E infatti il mio gruppo studia da diversi anni un progetto denominato QGCW (Quark Gluon Coloured World) per migliorare i tempi di partenza. E per portare la misura dei tempi di volo delle particelle subnucleari alla precisione dei picosecondi (millesimi di miliardesimi di secondo). Nei prossimi giorni speriamo di toccare il record mondiale nella precisione dei tempi di volo arrivando ai 15 picosecondi (millesimi di miliardesimi di secondo). Se il nostro cuore battesse al ritmo di un colpo ogni picosecondo, centomila anni diventerebbero appena 3 dei nostri secondi.
Resta ferma una conclusione: se venisse confermata la scoperta annunciata dal gruppo OPERA, sarebbe necessario rivedere le nostre idee sulle quattro dimensioni dello spazio-tempo. Che potrebbero essere 43, come vuole l'ipotesi del Supermondo. Questo ci permetterebbe di aprire l'orizzonte della Scienza, dallo spazio-tempo con le 4 dimensioni prima citate alle 43 dimensioni del Supermondo. Ripeto, se i risultati dei 60 nanosecondi saranno confermati.

*presidente World Federation of Scientists

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