Riina jr. a Corleone, il sindaco: "Presenza pericolosa"

Il primo cittadino Antonio Iannazzo: "Non si è mai pentito, non credo che questo sia il luogo dove lui possa cambiare"

 CORLEONE. "Credo che la presenza a Corleone di Giuseppe Salvatore Riina sia pericolosa per la comunità". E' questo il commento del sindaco della cittadina nel Palermitano, Antonio Iannazzo, al ritorno a casa di uno dei figli del boss Totò Riina dopo avere scontato, nel carcere di Voghera, una condanna a otto anni e 10 mesi di reclusione per associazione di stampo mafioso. "Non abbiamo d'altronde registrato da parte sua - aggiunge Iannazzo - alcuna dichiarazione di dissociarsi da Cosa Nostra o di essersi pentito delle azioni per le quali è stato condannato. Pertanto non è Corleone il luogo dove lui possa sperimentare un'ipotetica volontà di cambiamento".  "Certamente del suo arrivo - osserva - i suoi familiari con la madre in testa sono molto contenti. Ma sicuramente vi sono tanti altri miei concittadini che non hanno gradito questa suo rientro. La sua permanenza qui però, a quanto ho sentito, dovrebbe essere temporanea. Possibilmente Riina junior dovrebbe ripartire per Padova per lavorare in una Onlus". "La sua presenza in paese è dovuta probabilmente - conclude - ad un aspetto procedurale legato alla vecchia norma di prevenzione emessa dal Tribunale di Palermo"

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