Chiusura di punti nascita, i sindaci: pronti alle barricate

Protesta sulle Madonie per la soppressione del reparto all’ospedale di Petralia Sottana. Annunciata una mobilitazione generale per lunedì

PALERMO. "Questa è una battaglia del territorio condotta dai nove sindaci delle alte Madonie, al di là di ogni appartenenza politica. E' una lotta comune che coinvolge anche la popolazione le organizzazioni di categoria e i cittadini dei comuni limitrofi che non ricadono nel distretto sanitario di Petralia Sottana".
E' quanto si legge in una nota del sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, a proposito della mobilitazione dei primi cittadini contro la chiusura del punto nascita dell'ospedale di Petralia Sottana, dove lunedì prossimo, alle 9, è prevista una mobilitazione generale di scuole e cittadini. "Lo avevamo preannunciato non più di un mese fa - aggiunge - che saremmo stati pronti alle barricate pur di ottenere il mantenimento dei servizi sanitari essenziali all'ospedale Madonna Santissima dell'Alto. Il taglio del punto nascita è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La protesta è principalmente per la mancata attuazione del decreto assessoriale del maggio 2010, con il quale il direttore generale dell'Asp 6 e principalmente l'assessore regionale Massimo Russo avevano preso impegni precisi: l'apertura del reparto di riabilitazione, ad oggi una scatola vuota, l'attivazione della lungo degenza e delle Rsa (ricovero sanitario assistito) oltre al potenziamento del personale". "E' assurdo tagliare il reparto di ortopedia - conclude - quando a pochi chilometri da Petralia si trova l'unica stazione sciistica dell'entroterra siculo".

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