Rapine in villa, scoperta una banda nel Catanese

I carabinieri hanno fermato quattro persone. Sarebbero gli autori di una serie di assalti alle abitazioni alle pendici dell’Etna tra il 2010 e il 2011

CATANIA. I carabinieri del reparto operativo di Catania hanno fermato quattro persone accusate di aver messo a segno, il 1 settembre scorso, due rapine in altrettante ville a Pedara, alle pendici dell'Etna.     
Gli investigatori ritengono probabile che facciano parte della banda specializzata in assalti in ville abitate commesse tra il 2010 e il 2011. La tecnica utilizzata sarebbe stata sempre la stessa: i banditi, quattro o cinque, entravano forzando le finestre e dopo avere radunato le vittime sotto la minaccia di armi, talvolta picchiandole, le rinchiudevano in una stanza e depredavano l'abitazione. Poi fuggivano a bordo di uno o più veicoli appositamente rubati qualche giorno prima.     
Nei confronti dei quattro indagati la Procura della Repubblica di Catania, che ha emesso il provvedimento di fermo eseguito da carabinieri, ipotizza i reati di rapina pluriaggravata, sequestro di persona, porto abusivo di arma e ricettazione.
I fermati, tutti abitanti nel quartiere di Librino, a Catania, sono Frabrizio Nizza, di 36 anni, Salvatore Faro, di 41, entrambi ritenuti affiliati alla famiglia Santapaola-Ercolano, Massimo Grasso, di 35, e Gianluca Lombardo, di 24. I reati contestati vanno dalla rapina pluriaggravata continuata in concorso al sequestro di persona, dal porto abusivo di arma clandestina alla ricettazione.  
Faro e Grasso, dopo le ultime due rapine, avevano acquistato i biglietti per una crociera e sono stati arrestati al loro ritorno a Catania. Durante le intercettazioni uno dei due lamentandosi di essere rimasto senza denaro dopo una perdita nel casinò della nave, avrebbe detto "appena scendo a Catania stasera vado a fare una rapina". Dopo che i carabinieri avevano piazzato alcune microspie nella loro cabina. L'ipotesi degli investigatori è che i quattro, oltre alle due rapine di cui sono accusati, possano essere responsabili, insieme ad altre persone non ancora identificate, di altre rapine in villa, una trentina di colpi commessi tra l'estate del 2010 e quella scorsa.   
Tra le rapine su cui si indaga anche una compiuta ai danni dei familiari dell'allora viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso. L'attenzione degli investigatori si è focalizzata sul quartiere di Librino il 30 agosto dell'anno scorso dopo il ritrovamento, tra via San Teodoro e strada Cardinale, di 10 fucili e una pistola semiautomatica. Gli investigatori stimano che il valore del bottino dei colpi messi a segno dalla banda superi il milione di euro. Lombardo, che si trovava agli arresti domiciliari, dopo l'esito delle ultime rapine aveva pensato di allontanarsi da Catania ma è stato bloccato la mattina di martedì scorso dopo che i carabinieri lo avevano seguito fino in piazza Verga, dove si trova il comando provinciale dei carabinieri, dove si era recato nel tentativo, forse, di capire chi fosse stato arrestato. 

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