Regione, Formazione: scatta inchiesta per assunzioni irregolari

Gli enti hanno continuato a siglare contratti di collaborazione nonostante abbiano attivato la cassa integrazione. L'Ispettorato regionale ha inviato una relazione al presidente Lombardo

PALERMO. «Pur beneficiando della cassa integrazione per i propri dipendenti, il Cefop ha assunto venerdì scorso 80 soggetti con contratti da Co.co.pro»: inizia così la relazione che l’Ispettorato regionale del lavoro ha inviato al presidente Lombardo. Un testo da cui è partita la giunta, giovedì notte, per far scattare una nuova ondata di controlli a tappeto sugli enti della formazione professionale e sugli sportelli multifunzionali (destinati all’orientamento dei giovani).
Anche perchè, da altre verifiche a campione fra quelli che hanno attivato la cassa integrazione, l’Ispettorato ha individuato assunzioni con contratti da Co.co.pro in altri cinque enti: Ial Cisl, Anfe, Aram, Ancol e Enfap. In questi enti sarebbero emersi circa 130 contratti analoghi, per lo più fatti dall’Enfap e dall’Anfe. Adesso l’indagine si allargherà. Per Ludovico Albert, dirigente della Formazione, «la legge dice che non si possono fare assunzioni se si ha personale in cassa integrazione. Approfondiremo l’indagine e segnaleremo il caso alla Procura della Corte dei Conti e della Repubblica. Se le irregolarità venissero confermate potremmo escludere gli enti dall’accreditamento e revocare i fondi».
Le verifiche a tappeto saranno fatte in pochi giorni. Mentre gli enti già finiti nel mirino potranno giustificare i contratti. In questo senso, secondo la maggior parte delle sigle, la base di partenza sarebbe una circolare dell’assessore Centorrino emanata ad agosto e poco pubblicizzata. È un testo con cui si permette agli enti «il ricorso a personale esterno mediante stipula di contratti di prestazione professionale specialistica in casi eccezionali» e solo dopo aver preventivamente verificato che fra i disoccupati di questa tormentata stagione di corsi professionali non ci siano le figure di cui l’ente ha bisogno. I contratti, in base alla circolare, dovevano comunque essere autorizzati dalla Regione.
Va detto che la prima grande indagine sugli enti di formazione, nell’inverno scorso, ha portato alla luce almeno un migliaio di recenti assunzioni (sia a tempo indeterminato che con contratti Co.copro) malgrado l’obbligo di bloccare gli organici ai livelli del 2008. Tuttavia ancora oggi quasi nessuno degli enti finiti nell’indagine è stato sanzionato.
Uno di questi, il Centro assistenza sociale onlus ha invece ottenuto proprio ieri il finanziamento per attivare i corsi del 2011. Vicenda complicata, quella del Cas. Il decreto di Albert riabilita formalmente l’ente che, per la Regione, risultava non aver certificato alcune spese relative agli anni precedenti. Ma, spiega il dirigente, per quanto sia stato ora stanziato un milione per i corsi di quest’anno, «l’ente non potrà far partire le lezioni fino a quando non presenterà il Durc - il Documento di regolarità contributiva - che però ci risulta non abbia in questo momento». In sintesi, la partita non è chiusa e i 90 dipendenti non potranno tornare al lavoro. Altro fatto che irrita la Regione: «Ci chiediamo perchè questo ente - conclude Albert - non abbia attivato la cassa integrazione per il proprio personale, consentendo così almeno un ristoro economico».

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