Mangia, l’unica novità in Italia

Oggi tutti lo vogliono in tv, perché il giovane allenatore del Palermo rappresenta il nuovo che avanza, l’unica vera frontiera verso un calcio meno tedioso

PALERMO. Devis Mangia rappresenta nel giurassico panorama del calcio italiano l’unica vera novità della stagione. Non tanto per i risultati e le prestazioni del nuovo Palermo, che ci sembrano in linea con i programmi e col valore dell’organico, quanto per la dialettica sbarazzina che fa di questo trentasettenne di Milano oggi un «caso» anzitutto mediatico. Oggi tutti vogliono Mangia in tv, perché il giovane allenatore del Palermo rappresenta il nuovo che avanza, l’unica vera frontiera verso un calcio meno tedioso. Mangia non ha nulla dei suoi colleghi di serie A. Per spiegare perchè Ilicic è rimasto fuori ha parlato di «piedi invertiti», alzi la mano chi ci ha capito nulla. Ma nessuno ha obiettato. Non ha faticato ad ammettere di essere invecchiato di nove anni in tre partite, per cui adesso la sua vera età biologica è di quarantasei anni ed ha precisato che non è vero che guadagna tremila euro al mese, semmai tremila euro a partita. Forse anche un po’ meno per le cifre ufficiali rosanero (novantamila euro netti l’anno), ma quel che conta è il resto: «Per ora va bene così, altrimenti mi monto la testa».
Tutta una serie di cose assolutamente fuori dalla realtà, ma dette con una freschezza ed una simpatia da bucare lo schermo. Roba da fare dimenticare l’humor inglese di Delio Rossi, da cancellare il plumbeo Pioli. Ma il «Mangese» è anche l’antitesi dell’ansia perenne di Guidolin o della tensione accigliata di Colantuono.
Ci auguriamo che Devis Mangia resti quello che è più a lungo possibile, anche se temiamo che quando entrerà nel club dei «ricchi», ovvero quando Zamparini gli adeguerà il contratto, il giovane milanese possa invecchiare per davvero e dalla sua bocca cominceranno a uscire le classiche frasi fatte che ogni giornalista potrebbe attribuire ad ogni allenatore italiano ancor prima di averlo intervistato. Il solo Mourinho fece eccezione alla regola, seppure rompendo le regole in modo ben diverso.
Gente come Devis Mangia fa bene al calcio, soprattutto quando vince le partite. Fa bene a un mondo che prendendosi troppo sul serio ha creato una pletora di miliardari tristi e lontanissimi dalla gente comune. Non auguriamo ovviamente la povertà a Devis Mangia; semmai che anche nel successo (perchè arriverà, con questo entusiasmo arriverà di certo) sappia restare se stesso, e se tra qualche anno qualcuno gli chiederà perchè un tal giocatore che sta facendo male resta in panchina lui sappia ancora rispondere con la storia dei piedi invertiti, che non c’entra nulla con l’attività del bravo podologo rosanero.

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