Lampedusa, trasferiti i primi 300 tunisini

Notte tranquilla sull'isola dove sono rimasti circa 500 immigrati provenienti dal paese nordafricano. Intanto nel Cpt andato in fiamme proseguono i lavori di rimozione delle macerie delle strutture distrutte

LAMPEDUSA. Notte tranquilla a Lampedusa dove sono rimasti circa 500 i tunisini: nella notte, infatti, circa 300 migranti sono stati trasferiti dall'isola con voli militari. Gli extracomunitari sono rimasti nei capannoni del centro di accoglienza non danneggiati dall'incendio di due giorni fa.
Nello stesso centro proseguono i lavori di rimozione delle macerie delle strutture distrutte. Oggi a Lampedusa sarà giorno di festa con la processione della Santa Patrona dell'isola, la Madonna di Porto Salvo, alla quale parteciperà il vescovo di Tunisi, monsignor Maroun Elias Lahham, arrivato nella tarda serata di ieri nell'isola. Il sindaco Bernardino De Rubeis ha infatti confermato che i festeggiamenti, che hanno rischiato di saltare per gli scontri di ieri, si terranno regolarmente.
Ad eccezione de Le Temps, che si limita a pubblicare in seconda pagina una notizia di agenzia, evidenziata solo da un retino di colore giallo, i media tunisini hanno pressoché ignorato quanto accaduto ieri a Lampedusa. Anche giornali solitamente molto attenti alle tematiche dell'immigrazione dalla Tunisia verso l'Italia, come Le Quotidien, non hanno dato notizia degli scontri. Lo stesso hanno fatto i giornali on line, ad eccezione di Tunisie numerique che ha, sull'home page, un breve pezzo, con un link che rimanda alle immagini degli scontri. Le vicende di Lampedusa, paradossalmente, sono invece in grande evidenza sull'home page del sito di el Watan, principale quotidiano francofono progressista algerino.


AGGIORNAMENTO DELLE 12.52. Sono 320 i migranti al momento presenti a Lampedusa, tra cui 140 minori che si trovano nella base Loran. Nel centro di accoglienza i tunisini rimasti sono 270. "Entro stasera - assicura il questore di Agrigento, Giuseppe Bisogno - il centro Imbriacola sarà svuotato anche per motivi di sicurezza delle strutture dopo l'incendio di alcuni capannoni".

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