Amat, stipendi di nuovo a rischio

I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e intanto, dall'azienda, partono le lettere di contestazione per gli autisti che scioperarono a sorpresa ad agosto

PALERMO. Allarme stipendi, ci risiamo. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione all’Amat. E lanciano l’Sos al prefetto annunciando anche azioni di protesta più vigorose. Torna il problema degli stipendi perché ad oggi mancano nelle casse dell’azienda di trasporti i soldi per il pagamento della mensilità di settembre. Il problema non è nuovo tanto che ad agosto ci fu uno sciopero improvviso che durò un giorno e mezzo e lasciò i palermitani a piedi. Una protesta che fece correre Comune e Regione ai ripari con solenne impegno davanti al prefetto Umberto Postiglione affinché si pagassero subito gli stipendi e non accadessero più ritardi. Ma al momento, a sentire i sindacati, il problema si sta riproponendo. Servono 9 milioni per pagare i 1.900 dipendenti e solo la Regione ha erogato una parte del suo contributo, circa tre milioni. E siamo già a giorno 22. Dagli uffici dell’Amat fanno notare che proprio in prefettura erano stati presi decisioni importanti per rispettare i tempi. Ma ancora oggi non c’è traccia dei soldi da parte di Regione e Comune.
E la vicenda dello sciopero improvviso di agosto non è chiusa. Fu una protesta fuorilegge non catalogabile come sciopero (le astensioni dal lavoro vanno preannunciate un po’ di giorni prima) e pertanto in questi giorni stanno partendo le lettere di contestazione per gli autisti che non si presentarono in servizio facendo saltare le corse dei bus. A questo punto i destinatari delle lettere faranno valere le loro ragioni (varrà anche chi sosterrà che l’uscita del proprio mezzo dalla rimessa era ostruita dai bus di altri colleghi?) e poi l’azienda sarà obbligata a prendere una decisione.

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