Mangia: "C'è voglia di tornare subito in campo"

Il tecnico del Palermo punta sulla volontà di riscatto dei suoi giocatori dopo il ko di Bergamo. "Sappiamo cosa abbiamo sbagliato, la squadra lavora per migliorarsi"

PALERMO. Voglia di riscatto. La cosa buona dopo la sconfitta di misura a Bergamo contro l’Atalanta sta nel fatto che dopo appena tre giorni il Palermo ha la possibilità di rifarsi in casa contro la capolista Cagliari. Lasciando per un attimo da parte scelte di modulo e di uomini, Devis Mangia, intervenuto oggi in conferenza stampa a Boccadifalco, punta proprio su questo aspetto psicologico. E lo si capisce da questa risposta alla domanda se il Cagliari può partire favorito, avendo un giorno in più di riposo sulle gambe. «Da parte e nostra c’è una gran voglia di tornare subito in campo».
"Atalanta? Non ci hanno preso a pallonate". Insomma, come bisognava chiudere in fretta il capitolo Inter, lo stesso bisogna fare per la partita contro l’Atalanta. O quantomeno cercare di capire cosa è mancato a Bergamo e ripartire da questo aspetto. «A Bergamo sono mancati braccioli e canotti dal 10’ del secondo tempo – commenta sorridendo Mangia -. Scherzi a parte, siamo stati un po’ sottotono rispetto all’Inter. Ma questa partita può servire per imparare. Anche se ci tengo a dire che dal campo ho avuto l’impressione di avere fatto peggio. Rivedendo, invece, la partita in tv, ho notato che non è stato così. Non ci hanno mica preso a pallonate. Preoccupato del fatto che hanno fatto un tiro e un gol? No, preferisco pensare che in tutta la partita hanno tirato una sola volta in porta».
4-4-2, punto fermo. Mangia, dunque, sa cosa ha funzionato meglio e cosa meno, come ad esempio il fatto di non avere dato tanti fastidi alla retroguardia bergamasca. E ne ha parlato con la squadra, «perché qui c’è gente intelligente che lavora col giusto criterio per migliorarsi». E per la sfida col Cagliari, definito da Mangia organizzato e dinamico e non per caso in vetta alla classifica,  si ricomincia dal primo punto fermo: il 4-4-2, nonostante l’assenza per infortunio di Alvarez. «Noi possiamo lavorare su delle alternative, ma in dieci minuti di allenamento non posso dire a una squadra di cambiare tutto. Non lo trovo serio. Lavorare su altre cose ci sta, ma non deve creare dubbi».
"Ilicic? Mi aspetto di più da tutti. Miccoli? Se sta bene, gioca". Se sul modulo non ci sono dubbi, il tecnico rosanero non si sbilancia su quelli che potrebbero essere i cambi di uomini nella partita di domani contro la squadra di Ficcadenti. Ma andiamo con ordine. Ecco quanto detto da Mangia su Ilicic e Zahavi. «Se da Josip mi aspetto di più? Io mi aspetto di più da me stesso. Quindi mi aspetto sempre di più da tutti. Perché questo è un discorso che deve valere per tutta la squadra. Zahavi, invece, mi ha detto che in Israele col 4-4-2 ha sempre giocato sulla fascia sinistra e quindi non ci sono problemi. Da queste parole, dunque, sembra che entrambi saranno della partita col tecnico pronto a puntare ancora sullo sloveno. In attacco balla un posto. Sì, perché sembrano salire le quotazioni di Pinilla, che potrebbe partire dal primo minuto al posto di Hernandez. Il capitano, infatti, non è in discussione. «Con Miccoli ho parlato ieri e mi ha detto che stava bene. E se lui sta bene, gioca».

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