Palermo, carne coi coloranti: 50 denunce

Secondo i carabinieri del Nas guidati dal comandante Francesco Geraci e i sanitari dell'Istituto zooprofilattico di Palermo, guidati dal dottore Enzo Ferrantelli, i venditori hanno utilizzato solfiti per conservare la merce. La coldiretti: "Nessun allarme"

PALERMO. Allarme carne manipolata in città. Cinquanta macellai sono stati denunciati per frode alimentare e detenzione di carne adulterata. Secondo i carabinieri del Nas guidati dal comandante Francesco Geraci e i sanitari dell'Istituto zooprofilattico di Palermo, guidati dal dottore Enzo Ferrantelli, i 50 macellai hanno utilizzato solfiti per conservare la merce. I solfiti sono prodotti chimici coloranti, usati nei cibi come conservanti ma che in alimenti come la carne hanno un effetto subdolo: non bloccano il processo di putrefazione del cibo ma mantengono il colorito per un periodo più lungo. Le carni si presentano quindi più rosse all’occhio del consumatore, con un aspetto più invitante, come se fossero fresche: di fatto invece sono carni «più «vecchie» e i consumatori vengono quindi ingannati sulla loro qualità.



Gli atti dei controlli, con i 50 nomi dei macellai segnalati, sono stati spediti alla Procura e presto arriveranno gli avvisi di garanzia. Dopo l'incubo della «mucca pazza», un'altra trovata dei macellai fuorilegge rischia di mettere in ginocchio il settore che conta tantissimi operatori corretti.  «C'è un aspetto grave della vicenda - dicono gli investigatori -: la carne trovata con un'alta concentrazione di solfiti è sicuramente finita nelle tavole dei palermitani. Sono stati fatti controlli a campione, ma i lotti di carne una volta verificata la presenza delle sostanze tossiche non erano più nei depositi. Per questo è scattata la denuncia». L'iniziativa dei controlli a tappeto iniziata dal Nas e dagli uomini dell'istituto zooprofilattico ha prima di tutto un'azione pedagogica nei confronti dei consumatori. «Dovete chiedere e pretendere dal vostro commerciante di fiducia che vi garantisca l'assoluta bontà del prodotto - dicono gli investigatori -. La carne rossa esposta nel pomeriggio è certamente trattata. Una volta macellata la costata o la trinca tendono naturalmente ad avere un colore più scuro. Se è ancora rossa dopo ore è certamente adulterata».



L'effetto visivo è quello di una carne sempre rossa nei banconi delle macelleria anche dopo ore e ore di esposizione. Per consumatori un rischio serio per la salute. Una ragazza di Catania di 22 anni che il 7 febbraio del 2006 ha mangiato una polpetta adulterata da una concertazione altissima di solfiti, è entrata in coma in seguito ad uno shock anafilattico. Oggi, purtroppo, è in stato vegetativo permanente. Sara Di Natale, 22 anni, secondo i consulenti tecnici dell'università di Catania, ha ingerito carne con solfiti presenti in grande quantità: circa 10.700 mg/chilogrammo e cioè un valore oltre mille volte superiore alla soglia critica di 10 mg/chilogrammo che scatena la reazione allergica. Il caso si è chiuso con la condanna del macellaio. I genitori chiedono ancora giustizia.


LA COLDIRETTI: "CARNI SICURE". "Bisogna consumare carne siciliana perché è sicura". E' quanto affermano il presidente e il direttore della Coldiretti regionale Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione in relazione ai controlli effettuati dal Nas, a Palermo, a cui va il plauso della Coldiretti, che hanno portato all'identificazione di carne con solfiti.    "Dobbiamo capire una volta per tutte che più carne si importa più pericoli si incontrano - proseguono -. Bene i controlli ma non si può pensare di andare avanti così permettendo che sulle tavole arrivino merci che solo per affrontare il viaggio hanno bisogno di conservanti. Acquistare la carne da chi offre serie garanzie può rappresentare la soluzione. Così come direttamente dai produttori. Bisogna sempre guardare la provenienza dei prodotti e incrementare i controlli".

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