Sicilia, Qui Palermo

Mangia: non si cambia, niente dubbi

Il tecnico si affiderà ancora al 4-4-2 e probabilmente alla stessa formazione che ha battuto l'Inter: "Ma se qualcosa non va devono essere tutti pronti. I difensori centrali? Tutti affidabili"

PALERMO. Da precario-sconosciuto della panchina a nuovo messia, tutto in novanta minuti. Ecco cosa può succedere a un tecnico che si trova quasi per caso a esordire in Serie A contro l’Inter, per di più battendola per 4-3 dopo una partita pazzesca. «Ma io non ci casco», ha affermato in conferenza stampa a Boccadifalco, l’allenatore del Palermo, Devis Mangia. La ribalta, le prime pagine di tutti i quotidiani sportivi non hanno spostato di un millimetro il percorso dell’ex tecnico della Primavera del Varese.

“SUCCESSO INTER? PER ME NON E’ CAMBIATO NULLA”. E quando gli viene chiesto cosa è cambiato dopo il fischio finale della gara contro i campioni del mondo, Mangia risponde così: «L’unica cosa che è cambiata è che la scorsa settimana ho pensato all’Inter, in questa sto pensando all’Atalanta. Lo so, ci sono state le interviste e tante cose a cui non ero abituato, ma non ci casco. Anche se sono giovane, so come funziona questo mondo. E siccome so che la perfezione non esiste, io continuo a lavorare per continuare a migliorare. Deve essere questo lo stimolo per lavorare. Non mi sento di dire che domenica abbiamo riportato entusiasmo, ma sicuramente abbiamo dato un segnale».

INTER, CAPITOLO CHIUSO. TESTA ALL’ATALANTA. Un segnale che il tecnico pupillo del direttore Sogliano spera di dare nella sfida di Bergamo. In settimana, Mangia ha spronato i suoi a non abbassare la guardia, dato che si giocherà in casa di una squadra col sangue agli occhi per la penalizzazione di sei punti. «La settimana è stata vissuta come quella passata, con lo stesso atteggiamento e la stessa intensità. Ora, però, arriva il difficile, già lunedì avevo chiuso il capitolo Inter. Giochiamo contro una squadra che è già buona e che poi ha stimoli maggiori, perché deve eliminare la penalizzazione il prima possibile. Ma sono consapevole che anche noi abbiamo lavorato bene. So di allenare persone intelligenti. Sappiamo di avere fatto una cosa positiva, ma sappiamo che dobbiamo dare delle conferme.
Cosa ho pensato quando ho visto Moralez? Che va in moto – scherza Mangia -, è velocissimo. Ma ha tanti buoni giocatori, andiamo a Bergamo a giocarci le nostre possibilità con le nostre qualità».

ANCORA 4-4-2. E per giocarsi le sue possibilità, mangia si affiderà nuovamente al 4-4-2, «perché non credo sia il momento di alimentare dubbi», ha affermato il coach rosanero. oltre al modulo, non dovrebbe cambiare neanche l’undici schierato in campo contro l’Inter. Anche se in questo caso, Mangia ci tiene a fare delle precisazioni. «Per me il martedì si riparte da zero e non ci sono gerarchie prestabilite. Se non dovessi vedere l’atteggiamento giusto in qualche giocatore, qualcun altro deve essere pronto». Un discorso che vale soprattutto per i tre centrali di difesa, Cetto, Mantovani e Munoz, che domenica si sono visti scalzare dal centrocampista Migliaccio. «I centrali sono tutti affidabili. Poi un allenatore vede delle sfumature. A questi livelli sono tutti forti, poi ci può essere la sfaccettatura del momento o della settimana che voglio vedere in campo e in base a quella faccio una scelta piuttosto che un’altra. Prendo tutti in considerazione, qua non c’è qualcuno che viaggia in una barca e qualcuno in un’altra».

“MICCOLI? FACCIO L’ALLENATORE DEL PALERMO”. Sulla vicenda Miccoli, invece, il tecnico preferisce glissare. «Io faccio l’allenatore del Palermo, non ho tempo di pensare ad altre cose. Non ho letto nulla su questa storia anche perché non mi riguarda. Dico solo che il giocatore si è allenato benissimo anche questa settimana. Gli ho chiesto come sta e in base alla sua risposta, poi prendo le mie decisioni».

ILICIC E ZAHAVI, DUE ALTERNATIVE SULLA FASCIA.
E altre scelte potrebbero riguardare Ilicic e Zahavi. Difficile vederli insieme con questo modo. Dalle parole di Mangia al momento i due sembrano più che altro alternativi. «Zahavi può fare tranquillamente il ruolo svolto da Ilicic ed egli stesso mi ha dato delle conferme in merito, venendomi a parlare e dandomi la sua massima disponibilità, quindi mi ha tolto da qualsiasi dubbio o imbarazzo. Entrambi, inoltre, possono giocare come seconda punta».

PARTITA ALLE 12.30, UN TABU’ DA SFATARE.
Infine, una battuta sul fatto che domenica il Palermo tornerà a giocare alle 12.30. Per quanto riguarda lo scorso campionato, il Palermo “vanta” il record di certo non invidiabile di avere perso tutte e quattro le partite in cui si è giocato a ora di pranzo. «Ma per me vale solo quello che succede da settembre 2011. Io l’anno scorso manco la guardavo la Serie A, pensavo solo a guardare la Primavera. Comunque ho la fortuna di avere uno staff di grossa qualità, che sa come gestire determinati aspetti come può essere ad esempio quello dell’alimentazione in questo frangente».


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