Mafia, no al risarcimento richiesto dal senatore D'Alì

Aveva citato due giornalisti di "Annozero" e l'ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano che in un'intervista lo aveva accusato di aver voluto il suo trasferimento ad Agrigento

TRAPANI. Il Tribunale civile di Roma ha respinto la richiesta di risarcimento danni intentata dal senatore Antonio D'Alì (Pdl) nei confronti dell'ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, e dei giornalisti Michele Santoro e Stefano Maria Bianchi della redazione "Annozero" della Rai. In un'intervista rilasciata a Bianchi nel 2005, Sodano aveva accusato il senatore D'Alì - all'epoca dei fatti sottosegretario agli Interni nel governo Berlusconi - di essere stato trasferito ad Agrigento per volontà di D'Alì. Il prefetto Sodano a Trapani si era battuto contro il tentativo della mafia di riappropriarsi della "Calcestruzzi Ericina", azienda confiscata al boss Vincenzo Virga.
L'intervento del prefetto bloccò l'operazione. D'Alì è attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e agli atti dell'indagine ci sono anche le accuse del prefetto Sodano. D'Alì, nella causa civile, aveva citato come testi, tra gli altri, anche il successore di Sodano, l'ex prefetto Giovanni Finazzo, il cui nome compare nelle indagini della Dda su D'Alì.

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