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Migliaccio: "Difesa o centrocampo? Basta essere protagonista"

Il giocatore del Palermo ha parlato ella collocazione tattica che lo ha visto impegnato con l'Inter. "Mi piace giocare dietro". E sul caso Miccoli. "E' tranquillo, il capitano è una persona generosa"

PALERMO. Difesa? Centrocampo? Nessuna differenza per Giulio Migliaccio. È uno dei pilastri del centrocampo del Palermo, ma chiamato a dare garanzie in una difesa in difficoltà, Giulio non si è mai tirato indietro. Lo ha fatto domenica alla grande al cospetto dell’Inter. Solita prova coraggiosa, a tappare buchi e a svettare di testa su tutti. Mangia gli ha chiesto questa disponibilità. La domanda di tutti è se gliela chiederà ancora. Per il giocatore napoletano, nessun problema.
"Giocare in difesa? Basta essere protagonista".«A me piace giocare in difesa anche se l’ho sempre fatto in una retroguardia a tre. Solo con Ballardini, nelle prime apparizioni in difesa, ho giocato a quattro al fianco di Kjaer. Comunque per me il ruolo conta poco, l’importante è essere protagonista».
La vittoria che ha riconquistato i tifosi. Dopo il cambiamento, non si sa ancora se momentaneo o definitivo, Migliaccio parla della metamorfosi dei rosa dall’avvento di Mangia. «In due mesi sono cambiate tante cose, dall’allenatore al modulo, fino all’eliminazione dall’Europa. C’era malumore e quando cambi tanto, la gente perde un po’ di fiducia. La migliore medicina in questi casi è la vittoria e quando arriva con grandi prestazioni come quella di domenica è ancora più bello. Inoltre voglio sottolineare i meriti  del Palermo che sono stati più dei demeriti dell’Inter. Abbiamo riconquistato i tifosi con questa prova, ma non perché ci avessero contestato, ma perché erano demoralizzati».
Dalla depressione all'entusiasmo. Migliaccio non dà nessuna colpa a Pioli, ma ammette che la squadra aveva perso autostima e il nuovo tecnico ha dato subito tanto, soprattutto dal punto di vista dell’entusiasmo. «Ora, però, dobbiamo essere bravi a non creare l’effetto boomerang per il troppo entusiasmo. Perché ora ci aspetta una partita difficilissima contro un allenatore che stimo e che mi ha dato tanto. Ma ho visto il mister coi piedi per terra».
Amarcord Atalanta. Piedi per terra, dunque, contro l’Atalanta. E proprio i nerazzurri hanno provato a riportare tra le proprie fila il napoletano. «È vero che l’Atalanta mi ha cercato. Sono orgoglioso di questo, perché ho vinto un campionato di B e mi ha fatto conoscere in A. Mi sono lasciato bene col popolo bergamasco. Ma la trattativa non è mai stata intavolata, perché hanno trovato un muro da parte del Palermo e questo mi ha inorgoglito, a maggior ragione dato che la società aveva dato il via libera a tanti big e non a me».
Migliaccio, pilastro di un nuovo ciclo. Insomma, orgoglioso di essere un punto fermo del Palermo e magari di essere una delle basi del nuovo ciclo. «Io ci credo tantissimo, ci può stare dopo quattro-cinque anni questa scelta della società. Anni in cui la squadra ha fatto benissimo, raggiungendo una finale di Coppa Italia e valorizzando tanti giovani. Anche società blasonate hanno avuto difficoltà quando hanno fatto rivoluzioni, ma credo che comunque saremo protagonisti. Non parlo di obiettivi, ma non oso neanche parlare di salvezza».
Caso Miccoli: "Il capitano è tranquillo". Migliaccio parla anche della vicenda che ha investito Miccoli. Il capitano è al centro delle cronache non sportive per la sua frequentazione col boss della Kalsa Lauricella, arrestato lunedì a Palermo. «Abbiamo commentato con qualche battuta anche con lo stesso Fabrizio. Lui oggi era tranquillo. Io so solo che Fabrizio è una persona generosissima e poi ho letto tante notizie gratuite su questa storia. Lui sta vivendo tranquillamente e con entusiasmo questo momento. Palermo città pericolosa? Secondo me una persona deve stare attenta in qualsiasi città».
"Orgoglioso di Nocerino". Infine una battuta di Migliaccio sulla Nazionale e sul compagno Nocerino. «L’azzurro è l’obiettivo di tutti i calciatori. Mi sento nel pieno della maturità e ci proverò. Per Nocerino, invece, ho provato grande piacere nel vederlo ieri a Barcellona. Sono contento per un napoletano come me, orgoglioso di lui, è un amico».

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