Ricatto al premier, i pm: "Venga qui a Napoli"

Fermo l'atteggiamento dei magistrati: se non si faràinterrogare, Berlusconi rischia che nei suoi confronti venga disposto l'accompagnamento coatto

NAPOLI. Il premier dovrà farsi interrogare altrimenti rischia che nei suoi confronti venga disposto l'accompagnamento coatto come avviene per tutti i testimoni che non si presentano quando sono chiamati a deporre.
E' fermo l'atteggiamento, sia pure attraverso mille puntualizzazioni e il riscorso al periodo ipotetico ("se non dovesse essere disponibile valuteremo..."), di fronte al caso forse più spinoso dell'inchiesta sul presunto ricatto al presidente del consiglio che sarebbe stato ordito da Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola, ovvero la rinuncia (eventuale, in quanto finora mai comunicata ufficialmente) del premier al faccia a faccia con i magistrati.    
Il presidente del Consiglio aveva ritenuto di poter chiarire i fatti limitandosi a far pervenire agli inquirenti una memoria scritta, che è stata consegnata stamattina al procuratore Giovandomenico Lepore e all'aggiunto Francesco Greco dall'avvocato Michele Cerabona. Ma ieri sera i pm avevano già messo a punto la loro mossa, l'atto di citazione di Berlusconi come persona informata dei fatti - in particolare come parte offesa - con l'indicazione di un ventaglio di date per la definizione dell'interrogatorio, dopo che l'incontro fissato per stamani a Palazzo Chigi era saltato in conseguenza degli impegni istituzionali del premier in sede di Comunità Europea.    
I magistrati hanno fissato un calendario di quattro giorni all'interno del quale è possibile stabilire il nuovo appuntamento: giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 o domenica 18 settembre, dalle ore 8 alle ore 20.    
E se Berlusconi non si rendesse disponibile? L'atto di citazione contiene la formula solita che si adopera per le convocazioni dei testi, ovvero l'avvertimento che in caso di inosservanza all'invito sarà disposto l'accompagnamento coatto. Con l'aggiunta di un riferimento all'articolo 68 della Costituzione relativo alle immunità dei parlamentari: in altre parole, essendo valutato l'accompagnamento coatto come un intervento invasivo, limitativo della libertà, e riguardando in questo caso un esponente della Camera, sarebbe l'aula di Montecitorio a dover acconsentire o meno alla presentazione "forzata" di Berlusconi davanti ai pm. "Quella dell'accompagnamento coatto è un'ipotesi prevista dal codice per tutti i testimoni; i deputati, ovviamente, hanno le loro garanzie, cioé questa eventualità deve essere autorizzata dalla Camera di appartenenza", ha infatti spiegato Lepore.  
"A Berlusconi - ha aggiunto - abbiamo inviato un atto di citazione a comparire come persona informata dei fatti. Abbiamo indicato le date per un altro incontro. Se anche in questo caso non dovesse essere disponibile o gli forniremo ulteriori date, o valuteremo in quel momento".
La citazione è stata notificata stamattina nella residenza di Arcore, e non a palazzo Chigi: la scelta è stata operata in considerazione del fatto che Berlusconi nella vicenda è coinvolto, quale parte lesa, in forma privata e non nella qualità di presidente del Consiglio. I magistrati nell'atto sottolineano una circostanza che a loro avviso rende necessario l'interrogatorio: la deposizione è rilevante in quanto si tratta di un procedimento con persone detenute. Il riferimento é a Gianpiero Tarantini e alla moglie Angela Devenuto, il primo in carcere a Poggioreale, la seconda ai domiciliari a Roma. L'avvertenza al premier lascia intendere che la testimonianza avrà un peso significativo anche sulle decisioni che la procura prenderà nei prossimi giorni sia riguardo a Tarantini sia alla moglie.

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