Fiat, scioperi e produzione ferma a Termini Imerese

Fim, Fiom e Uilm chiedono garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori nell'ambito delle trattative con le società. Per domani è prevista una manifestazione davanti alla sede della Regione

PALERMO. Produzione ferma alla Fiat di Termini Imerese per lo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm che chiedono garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori, tra diretti e indotto, nell'ambito delle trattative con le società che dovrebbero subentrare al Lingotto a fine anno. Stamattina, giorno di rientro in stabilimento dopo le ferie estive e il periodo di cassa integrazione, gli operai si sono radunati in assemblea davanti i cancelli della fabbrica; un gruppo di lavoratori ha bloccato la statale 113, sono stati incendiati alcuni cassonetti della spazzatura. I lavoratori si sono poi spostati al museo di Termini Imerese dove hanno incontrato il sindaco Salvatore Burrafato. Domani è in programma una manifestazione degli operai davanti a Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana.
Alcuni operai della Fiat, inoltre, hanno occupato in maniera pacifica e come atto simbolico alcuni uffici del comune di Termini Imerese. "Si tratta di un'azione dimostrativa - dice il segretario della Uilm di Palermo, Vincenzo Comella - affinché l'opinione pubblica abbia presente il problema tutt'ora aperto riguardante il futuro di un sito dopo che Fiat lo avrà lasciato". I sindacati sono preoccupati per il futuro della fabbrica. "Siamo formalmente all'oscuro di quello che sarà il futuro, dopo il prossimo 31 dicembre, dei lavoratori del sito siciliano della Fiat - afferma Comella - Siamo 2.100 lavoratori e l'imprenditore De Risio garantisce 1.400 posti. Nessuno deve rimanere per strada".

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