Monumenti chiusi la domenica, l'allarme del sovrintendente

Gaetano Gullo scrive alla Regione sottolineando che il monte ore festivo dei lavoratori non garantisce l’apertura domenicale dei siti. A rischio Zisa, chiostri di Monreale e San Giovanni degli Eremiti

PALERMO. Tutto è nato dal caso del museo Abatellis di Palermo, rimasto chiuso nei giorni di ferragosto per mancanza di prestazioni domenicali dei dipendenti ex Spatafora. Così, dopo la decisione di spostare all’Abatellis il monte ore festivo dei dipendenti nei siti chiusi la domenica; il sovrintendente ai beni culturali, Gaetano Gullo, lancia l’allarme: il personale non basta.



Con una lettera inviata lunedì alla Regione, infatti, Gullo sottolinea che il monte ore festivo dei lavoratori non riesce a garantire l’apertura domenicale dei siti più importanti. Così, in assenza di deroghe, dalla prossima domenica saranno a rischio chiusura il castello della Zisa, Casina Cinese e i Chiostri di Monreale e di San Giovanni degli Eremiti. Ma i 23 impiegati “dislocati presso le sedi della soprintendenza di via Calvi, del villino Basile e del villino Florio sono autorizzati alle prestazioni festive” – risponde il direttore generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Gesualdo Campo. E nel caso in cui essi non “si rendessero disponibili, il corrispondente monte ore potrà essere utilizzato dal personale in servizio” nei monumenti a rischio chiusura.



In questo modo, il problema viene risolto solo in maniera temporanea. Si è risposto, infatti, con la stessa soluzione di un mese fa. “Non si sta aggredendo il problema vero che è quello della mancanza di personale. – spiega il sindacalista della Cisl, Rosario Lo Proto – Se il monte ore è quello che è e non viene modificato, basterà a garantire l’apertura dei siti in questione solo per qualche settimana. Poi saremo punto e a capo”.

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