Zamparini: "Errori? Tutti in buona fede"

La risposta del presidente rosanero ai lettori di www.gds.it. Le cessioni di Bovo, Cassani e Nocerino, non sono andate giù a parte della tifoseria, ma lui dice "venduti perchè volevano guadagnare di più, non certo per volontà mia. Io li consideravo come dei figli. L'unico mio guaio è che al termine della partita vengo contattato dai giornalisti e do delle disamine tecniche. Da quest'anno, è meglio che tenga il telefono spento e che faccia le mie disamine in privato, con il mio ds"

PALERMO. Maurizio Zamparini ha risposto alle numerose domande che i lettori hanno lasciato collegandosi al sito internet del Giornale di Sicilia, www.gds.it. Questioni tattiche e societarie, ma non solo. Manco a dirlo, la maggior parte delle domande dei tifosi, sono tutte incentrate sullo «sgretolamento» della vecchia guardia. Le cessioni di Bovo, Cassani e Nocerino, non sono andate giù a parte della tifoseria.



«Sono stati ceduti perché volevano guadagnare di più e sapevano di non poterlo fare a Palermo. E la loro mancanza di entusiasmo era dettata proprio da questo - dichiara il numero uno rosanero -. Non sono di certo io, la causa di queste cessioni. Io con tutti i giocatori della rosa ho un rapporto che va oltre quello fra presidente e calciatore. Li considero dei figli, c'è un vero rapporto umano. Non ho mai avuto nessun dissidio con loro, nemmeno con Rossi a dir la verità. L'unico mio guaio è che al termine della partita vengo contattato dai giornalisti e do delle disamine tecniche. Da quest'anno, è meglio che tenga il telefono spento e che faccia le mie disamine in privato, con il mio ds».



Un Palermo ricostruito, rinnovato da cima a fondo. E che piace a Zamparini: «Quando finisce il campionato, io e il mio staff ci riuniamo per fare delle valutazioni. Lo scorso anno sono emerse tre cose. Primo, c'era gente che non voleva più stare a Palermo. Secondo, sono emersi dei gravi problemi difensivi che abbiamo risolto con gli arrivi di Silvestre, Cetto e Mantovani. Terzo, con la partenza di Pastore serviva un centrocampista di qualità, che abbiamo identificato in Vazquez. Peccato che dovrà arrivare a gennaio. Ero disposto a pagarlo di più per farlo arrivare qui sin da subito, ma voleva a tutti costi giocare sei mesi con la sua squadra. In ogni caso, i due nuovi acquisti Barreto e Della Rocca, faranno bene e porteranno grande tecnica al centrocampo. Adesso siamo a posto, abbiamo anche uno degli attacchi migliori della serie A. Pastore non è stato rimpiazzato adeguatamente? Vedrete Vazquez e Zahavi, non bisogna comunque aspettarsi un mercato sui nomi, alla De Laurentiis». E a chi su www.gds.it ha chiesto se sente ancora l'affetto della città, Zamparini ha risposto così.
«Quando cammino per la strada sento la riconoscenza dei palermitani. Le offese, certo, mi fanno male, come quelle dell'altro giorno allo stadio. Io, però, sono trasparente e in buona fede. Chiaro, faccio degli errori anche io, come quello della scelta dell'allenatore. E la contestazione va anche bene, nel mondo del calcio ci sta. Ma ci deve essere un dialogo, la gente che mi contesta deve farmi delle domande ed io sono pronto a rispondere. La contestazione fine a sé stessa, è inutile, non è per nulla positiva».



C'è anche chi si chiede quanto abbia contato il nuovo centro commerciale che a breve aprirà in città nell’interesse per il Palermo calcio: «Ne sto costruendo uno vicino Siracusa (a Melilli, ndr) e non ho comprato il Siracusa per avere popolarità. Ne sto aprendo due in Campania, vicino Napoli, e non ho comprato il Napoli per avere popolarità. Il mio progetto di aprire un centro commerciale qui a Palermo, è in piedi da 13 anni, prima, cioè, che acquistassi il Palermo - ha dichiarato Zamparini - . Ho 25 centri commerciali, ma non possiedo 25 squadre di calcio».

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