Prima Divisione, parte bene il Trapani

I granata hanno battuto il Prato al debutto nella categoria, 14 anni dopo l'ultima apparizione

TRAPANI. Il Trapani che ha fatto sua la partita di esordio in Prima Divisione, campionato dal quale mancava da 14 anni, ai danni di un Prato, battuto, sul piano tecnico-tattico e, quindi del gioco, in maniera più netta di quanto indicato dal punteggio. I granata, però, hanno sprecato tante altre occasioni limpide da rete mentre il Prato, e peraltro su punizione, ha capitalizzato al massimo l’unico vero tiro a rete che è stato capace di produrre. Nel calcio, si sa, quando sprechi troppo, corri il rischio di essere «castigato».


Ed il Trapani questo rischio lo ha corso seriamente. Sicché, anche se il palato dei tifosi granata recava il gusto dello splendido gol iniziale di Gambino, ha avuto un sapore ancora più dolce la rete di Ficarrotta che ha deciso la partita, mentre per il Prato l’amarezza di quella segnatura al passivo è stata accentuata dalla determinante deviazione inflitta alla traiettoria del pallone dal terzino Patacchiola. La difesa, sicuramente, il punto debole della formazione toscana e se il centravanti Giovanni Abate avesse dato sfoggio, oltre a quelle di grande «lavoratore» a servizio della squadra, doti di finalizzatore, il «carniere» granata sarebbe stato ben più pieno. La partita ha preso subito una piega favorevole per il Trapani, per quanto, al 4’ fosse stata del Prato la prima opportunità: punizione di Geroni e tocco debole di Patacchiola tra le braccia di Castelli. I granata cominciano a produrre manovre pregevoli, giocando per lo più palla a terra e al quarto d’ora potrebbero passare: lancio di Pirrone per Caccetta il cui tiro nonostante toccato dal portiere Layeni si sarebbe insaccato se Patacchiola non fosse riuscito a salvare in angolo a porta vuota. «Sale in cattedra» Salvatore Gambino che ostenta il «ventaglio» delle sue qualità, sia sullo stretto che nella profondità, nel dribbling e nello slalom.


Illuminante il suo tocco per Abate al 19’ ma il centravanti, pur essendosi liberato bene, tocca debolmente per una facile parata di Layeni. Al 21’, dalla distanza (almeno 30 metri), Ficarrotta «si aggiusta» il pallone e scaglia un missile che comunque il portiere avversario neutralizza. Alla mezzora la prestazione di Gambino è premiata dal gol: riceve da Ficarrotta, dalla sinistra, e scaglia un destro tanto «secco» quanto preciso da lasciare esterrefatto Layeni. Due minuti dopo, suggerimento di Gambino in profondità per Caccetta la cui conclusione, in quanto pressato da Serafini, non impensierisce, però, Layeni. Al 41’, servito da Filippi, Abate controlla bene, calcia forte, ma alza troppo la mira mentre al 42’ Ficarrotta, su punizione chiama allo «stacco» Pagliarulo che però manda a lato. Al 3’ della ripresa, Abate, lanciato da Gambino, approfitta del fatto che un paio di avversari si ostacolino a vicenda, ma tira in maniera inadeguata. Risponde, finalmente il Prato con una girata al volo di Marongiu, ma alta, su cross di Sacenti. Pareggio dei toscani all’11’: punizione da posizione defilata ma Pisanu riesce a imprimere al pallone una traiettoria che sorprende Castelli. Al 13’, traversone di Gambino, ennesimo errore dei centrali del Prato ma anche stavolta Abate non ne approfitta. Al 20’ parata di Castelli su tiro di Geroni che aveva condotto un’azione di contropiede assieme ad Alberti. Al 26’ il gol-vittoria del Trapani: Gambino «apre» per Ficarrotta il cui diagonale di sinistro subisce una deviazione di Patacchiola «letale» per Layeni. Al 28’ finalmente una conclusione degna di questo nome da parte di Abate su servizio, manco a dirlo, di Gambino che al 35’ si produce in uno show: su allungo di Caccetta, se ne va in slalom e scocca un tiro che se Layeni non l’avesse intercettato, avrebbe fatto ...crollare lo stadio. Il tecnico Roberto Boscaglia richiama l’ex promessa del Borussia Dortmund che così esce accompagnato da una standing ovation. E di fatto cala il sipario sulla partita.

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