Manovra, enti locali pronti a combattere

Sindaci, presidenti di Province e governatori si alleano a difesa delle loro autonomie: i "tagli insostenibili" porterebbero tutti al collasso. Lunedì tutti a Roma per l'appuntamento con la Conferenza delle Regioni, l'Upi e l'Anci

ROMA. Non hanno nessuna intenzione di "mollare" proprio adesso. Vogliono farsi sentire ma soprattutto sono pronti a combattere perché i "tagli insostenibili" previsti dalla manovra per le Regioni e gli enti locali porterebbero tutti al collasso. Sindaci, presidenti di Province e governatori si alleano a difesa delle loro autonomie: si va avanti con la mobilitazione "unitaria". Lunedì tutti a Roma: l'appuntamento con la Conferenza delle Regioni, l'Upi e l'Anci è alle 15 nella sala delle Conferenze dell'Autorità Garante in piazza Montecitorio. Tema del dibattito: la difesa dei servizi per i cittadini e il contrasto "alle misure di carattere ordinamentale sbagliate e offensive della dignità delle istituzioni territoriali e di chi le governa".     
Alla mobilitazione, a cui ha aderito anche Legautonomie, i presidenti della Conferenza delle Regioni (Vasco Errani), dell'Upi (Giuseppe Castiglione) e dell'Anci (Osvaldo Napoli) vorrebbero però arrivare con qualche rassicurazione in più. Per questo hanno chiesto ai capigruppo del Senato e al presidente Renato Schifani di fissare un incontro per la mattinata di lunedì. La loro richiesta è stata accolta: i rappresentanti degli enti locali incontreranno infatti i capigruppo del Senato alle 12 e il presidente Renato Schifani alle 18.15.     
Intanto Gianni Alemanno, sindaco di Roma e presidente del Consiglio nazionale dell'Anci, oggi ha visto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al quale ha chiesto "di svolgere il suo compito istituzionale di interlocutore degli enti locali". "Mi ha promesso che farà tutti gli sforzi possibili", ha detto Alemanno, convinto che occorra ancora "insistere per un cambiamento sostanziale" della manovra. Anche perché al momento, "di definitivo non c'é nulla".    Il punto di rottura tra enti locali e Governo (oltre alle norme di carattere ordinamentale) sono i tagli. Il provvedimento prevedeva inizialmente una decurtazione alle autonomie di 6 miliardi di euro per il 2012, ora probabilmente ridotta a 4,2 miliardi. "Sia io che Napoli avevamo indicazioni chiare di una riduzione molto più forte dei tagli agli enti locali", ha puntualizzato Alemanno. E i governatori si sentono le mani legate: "Le Regioni stanno immaginando di consegnare fisicamente" al Governo "gli accordi, le convenzioni con Trenitalia che abbiamo sottoscritto ma che, avendo subito un taglio per il trasporto pubblico del 75%, non saremo in gradi di onorare", ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.    
C'é comunque ancora tanta confusione, denunciano gli enti locali: "il governo non riesce a trovare il bandolo della matassa"(Polverini), "si smetta di improvvisare su questioni e processi seri, si stralci l'articolo 16 della manovra e si apra un confronto per norme condivise sulla riorganizzazione dei piccoli comuni" (Mauro Guerra, vicepresidente Anci); "é una manovra che cambia ogni due giorni, si dovrà attendere il risultato finale, che sarà pessimo perché assesterà un colpo quasi definitivo agli enti locali" (Giuliano Pisapia, sindaco di Milano).    
E mentre i parlamentari del Friuli Venezia Giulia - annuncia il governatore Renzo Tondo - sono pronti a non votare la manovra se non conterrà una "clausola di salvaguardia" sulle regioni a Statuto Speciale, il sindaco di Varese per domani organizza un flash mob nella sua città. Anci Umbria scenderà invece in piazza mercoledì 7 settembre, data in cui è stato fissato un presidio di sindaci davanti alla prefettura. Sono ore decisive e le autonomie non intendono arrendersi.

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