Manovra, "salve" le feste laiche

Non saranno più accorpate alla domenica le giornate del Primo Maggio, 25 aprile e del 2 giugno. Resta il provvedimento, invece, per le celebrazioni patronali con l'eccezione di San Pietro e Paolo

ROMA. Salve le feste del Primo Maggio, del 25 aprile e del 2 giugno ma non le feste patronali.
E' quanto prevede un emendamento alla manovra approvato dalla Commissione Bilancio del Senato.
Lo riferisce Vincenzo Vita del Pd a margine dei lavori a Palazzo Madama. Le tre feste civili non saranno più accorpate alla domenica. L'emendamento era del Pd ed è stato accolto dal relatore.

Salvi dalla soppressione dei mini-enti, quelli con meno di 70 dipendenti, quelli della ricerca e le istituzioni culturali. Erano a rischio anche istituzioni come l'Accademia della Crusca o l'Accademia dei Lincei.

Il governo è stato 'battuto' in Commissione Bilancio del Senato. Aveva dato parere contrario ad
un emendamento sulla certificazione dei crediti delle imprese con la P.A. Forze del Sud hanno votato con le opposizioni e l'emendamento è passato contro il parere del governo.

Intanto, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in una nota, ha affermato che "la manovra "é totalmente solida nei saldi di copertura".
Il politico ha anche messo in risalto che "in Italia l'evasione fiscale e contributiva è enorme" e che
il testo in discussione prevede "un radicale cambiamento nella strategia di contrasto all'evasione fiscale" consente un recupero di circa 700 milioni nel 2012 e di 1,6 miliardi nel 2013.

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