Orrore in Libia, scoperto deposito di corpi civili: "E' una strage"

I 53 cadaveri sarebbero stati trovati dentro un magazzino distrutto dalle fiamme, accanto ad una base militare che ospitava le truppe della brigata comandata da Khamis Gheddafi. I testimoni: "Ne hanno uccisi 150"

ROMA. Un'esecuzione di massa. Cadaveri ammassati uno sopra l'altro, crivellati di colpi e poi bruciati. E' la scena raccapricciante che si è trovato di fronte l'inviato di SkyNews a Tripoli, Stuart Ramsay.    
I cadaveri, 53 secondo il racconto del giornalista, sono stati trovati dentro un magazzino distrutto dalle fiamme nella capitale, accanto ad una base militare che ospitava le truppe d'elite della 32/esima Brigata, quella comandata da Khamis, figlio del leader Muammar Gheddafi in fuga.   
"E' una strage", ha commentato l'inviato di Sky.
A portarlo davanti alla fossa comune sono stati alcuni testimoni che sono riusciti a sfuggire al massacro. Secondo il loro racconto, almeno 150 civili sarebbero stati uccisi tra il 23 e il 24 agosto dalle forze fedeli al colonnello Gheddafi, quando gli insorti stavano combattendo per prendere il controllo di Tripoli. Tra i cadaveri nel deposito anche quelli di due lealisti, trovati con le mani legati dietro la schiena. I testimoni sostengono che sono stati uccisi perché avrebbe rifiutato di sparare contro i civili rinchiusi nel magazzino.    
Secondo il racconto di Salim, la cui abitazione si trova proprio accanto al deposito, almeno 150 persone sono state uccise, ma dieci sono riuscite a fuggire. I militari - racconta - non hanno permesso a nessuno di oltrepassare l'ingresso, ma quando sono andati via i cittadini sono entrati dentro e hanno scoperto la fossa comune.   
Notizie di uccisioni a sangue freddo da entrambe le parti, di vendette incrociate, sono emerse negli ultimi giorni, incupendo l'atmosfera di una città dove in molti avevano salutato la caduta di Gheddafi con gioia. Due giorni fa, i corpi di oltre 30 uomini, con ogni probabilità soldati lealisti di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d'arma da fuoco, in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove si erano concentrati gli scontri fra lealisti e insorti. Almeno due cadaveri erano ammanettati e questo potrebbe significare che gli uomini sono stati 'giustiziati'.     Tracce di analoghi accanimenti - frequenti purtroppo in un clima da regolamento di conti - sono stati rilevati anche sui corpi di altri 17 civili accolti in un ospedale di Tripoli, suscitando il forte sospetto che siano stati giustiziati negli ultimi giorni dalle forze fedeli al colonnello nella cittadella-bunker del rais.    
Ieri, poi, un'altra macabra scoperta: oltre duecento corpi sono stati rinvenuti nell'ospedale di Abu Salim, a Tripoli. La struttura è rimasta isolata per una settimana a causa dei cecchini del rais ed è stata liberata due giorni fa dopo l'attacco definitivo degli insorti.

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