Tony Sperandeo: non possiamo stare senza Zamparini

L'attore palermitano ferito dalle ultime prestazioni dei rossonero, ma precisa: "Per tutta la vita ringrazierò il presidente"

PALERMO. Un palermitano doc. Uno che è innamorato della sua città, che conosce e sente suo lo spirito della «palermitanità». Tony Sperandeo, il popolare attore che il grande pubblico televisivo ha conoscuito per la finction La Squadra, è legato a doppio filo con i colori rosanero. È un grande appassionato di calcio e tifoso d'eccellenza del Palermo, per cui ha composto diversi anni fa anche l'inno ufficiale. E anche lui vive con ansia, con preoccupazione, questi giorni turbolenti per la tifoseria rosanero, fra fischi alla squadra e minacce di addio del presidente Zamparini. Ma guai a pensare ad un Palermo senza il "presidentissimo" friulano.
«Non possiamo stare senza Zamparini, ormai è diventato parte integrante di tutti noi» - dice l'attore -. Sperandeo è un po' la cartina tornasole del popolo rosanero. Perché anche lui, dopo le parole di Zamparini al termine della gara con il Fenerbahce, vive un sentimento che è misto di gratitudine e offesa, di riconoscenza e orgoglio.
«Dirò per tutta la vita grazie a Zamparini. Grazie perché con lui siamo arrivati al grande calcio. In un modo o in un altro, fra critiche, gioie, dolori, decine di allenatori, bordelli, campioni, neglie, siamo arrivati a giocare l'Europa League per diverse volte, siamo andati in finale di Coppa Italia e abbiamo occupato sempre la parte sinistra della classifica. Signori miei, non scordiamoci dove eravamo dieci - quindici anni fa, dobbiamo dirgli grazie tutti! Grazie Presidente, gridiamolo! Però...»
C’è un «però» e qui viene fuori "l'orgoglio ferito" di Sperandeo. «È pur vero che non mi sono piaciute alcune cose che ha detto. Zamparini dice sempre di amare Palermo, che questa è una città bellissima. Ma ha detto che non sente sua questa terra, chè è friulano. E ha detto pure che dovesse lasciare la presidenza, a perderci sarebbero soltanto i tifosi. No, qui hai sbagliato, caro mio Presidente. Perché anche Palermo ti ha dato tantissimo, ti ha fatto crescere. Con il Venezia, non hai mai fatto campionati di grande livello. Qui a Palermo, nella quinta città d'Italia, sì. Ti ringraziamo e ti ringrazieremo sempre, ma non sottovalutare l’apporto di una città che ti dà tutta sé stessa».
Lo "Sperandeo ferito", lancia un messaggio al Presidente. «Zamparini è incavolato per i fischi dopo la partita con i turchi (il Fenerbahce, ndr). Ma lo ricorderà mai che dopo il 7-0 che abbiamo subito in casa con l'Udinese, praticamente tutto il Barbera applaudiva i giocatori? Per non parlare dei quarantamila palermitani che hanno assistito alla finale di Coppa Italia all’Olimpico. Il nostro, è un pubblico che darebbe l'anima per questa squadra. Forse ci siamo abituati troppo bene, con bel gioco e buoni piazzamenti. Forse vorremmo qualcosa di più. Zamparini qualche, volta, probabilmente, ci ha illuso, parlando di Champions. Ma dobbiamo capire che la nostra dimensione è questa. Quinto - sesto - settimo posto, anche ottavo. E va bene, amunì. Di nuovo, invito tutti a ricordare i tempi della serie B o della C».

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