Sicilia, Politica

Rifiuti, la Regione pensa a un prestito da un miliardo per gli Ato

Pubblicato un bando per le banche: gli istituti dovranno finanziare il ripianamento dei debiti delle società. I Comuni dovranno restituire i soldi a rate

PALERMO. Un maxi prestito da un miliardo per coprire il deficit dei vecchi Ato rifiuti. La Regione è costretta ancora una volta a rivolgersi alle banche e nel pieno di una crisi economica senza precedenti pubblica un bando con cui chiede agli istituti di credito di finanziare il ripianamento dei debiti delle società che hanno gestito i rifiuti fino a oggi.
E per valutare l’entità della somma da reperire sul mercato, basti pensare che la manovra economica che l’assessore Gaetano Armao sta scrivendo per attuare i tagli di Tremonti sarà di 1 miliardo e 400 milioni. Il debito degli Ato - accumulato dal 2004 a fine 2010 - vale quindi due terzi della manovra. E si aggiunge a questa.
È un bando di appena quattro pagine, quello firmato dal Ragioniere generale Enzo Emanuele. Ma attiva un’operazione finanziaria complicata e delicatissima. La banca, o il pool di banche, che si aggiudicherà il bando metterà subito sul piatto un miliardo: formalmente è la «monetizzazione» dei crediti vantati dagli Ato. Le banche anticiperanno ciò che gli Ato non sono riusciti a incassare in tutti questi anni. I debitori sono i Comuni, che a loro volta non hanno incassato la Tarsu o la Tia e non hanno coperto gli enormi costi degli Ato (gonfiati anche da appalti criticabili e assunzioni facili, come dimostrato da una indagine della Corte dei Conti).
La Regione si farà garante della restituzione del prestito entro dieci anni. Saranno i Comuni a versare le rate di rimborso ma sarà la Regione a pagare se i sindaci ritarderanno. In questo caso Palazzo d’Orleans potrà commissariare gli enti locali o trattenere dai finanziamenti ordinari la quota da rimborsare.
Operazione finanziaria resa ancora più difficile dall’attuale congiuntura economica. Un prima gara, analoga, è andata deserta lo scorso inverno e la Regione non ha dunque trovato i fondi per chiudere la stagione dei vecchi Ato, che infatti - sotto la guida di un commissario liquidatore - sono ancora tutti attivi sul territorio: «Purtroppo - commenta Maria Antonietta Bullara, capo di gabinetto dell’assessore ai Rifiuti - anche le banche nutrono dubbi sulle capacità di pagamento degli enti pubblici in questa fase».
Le domande da parte delle banche dovranno essere inviate entro il 30 settembre a mezzogiorno alla Ragioneria generale della Regione. L’aggiudicazione - si legge nel bando - potrà avvenire anche in presenza di un solo concorrente e verrà decisa «secondo principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità».
Nell’attesa che la Regione trovi una banca disposta a finanziare l’operazione, gli Ato devono mettere in ordine i bilanci e - spiega il presidente dell’Anci, Giacomo Scala - individuare con esattezza la quota di debito in capo a ogni Comune. Che a sua volta dovrà indicare con la stessa precisione l’importo nel proprio bilancio. In questo modo - secondo quanto prevede anche la riforma varata nel 2010 - viene di fatto sottoscritto un piano di rientro dal debito da parte di ogni Comune. Che deve a sua volta assicurare anche la copertura integrale del debito e dei costi del servizio di gestione. E per farlo i sindaci potranno aumentare ancora la Tarsu o la Tia oltre a dare la caccia agli evasori delle imposte non riscosse negli anni scorsi. La copertura dei debiti, in definitiva, potrà trasformarsi in un maxi prestito che genererà nei Comuni una stangata fiscale per i cittadini.

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