L'Ue boccia 80 piani regolatori in Sicilia

Per Bruxelles sono da annullare perché non è stata ritenuta valida la deroga assegnata ai Comuni per evitare la Valutazione ambientale strategica. A rischio, frag li altri, Siracusa, Agrigento e di Termini Imerese

PALERMO. L’Unione europea ha comunicato formalmente l’intenzione di attivare un’altra procedura d’infrazione contro la Regione. Per Bruxelles infatti almeno 80 piani regolatori approvati fra il 2007 e l’inizio dell’estate sono da annullare perchè non è stata ritenuta valida la deroga assegnata ai Comuni per evitare la Valutazione ambientale strategica (Vas).
Alla vigilia di Ferragosto, l’assessorato al Territorio è stato costretto a emanare in tutta fretta una circolare in cui informa i sindaci che gli 80 piani regolatori già approvati sono in bilico (si spera solo in una sanatoria amministrativa che aprirebbe però uno scontro con l’Ue) mentre sono da rifare da capo tutti i Prg che non sono stati ancora approvati ma le cui procedure sono state avviate saltando la Vas.
La Vas è una valutazione dell’intero Prg che si fa coinvolgendo tutte le parti interessate. Differisce dalla più nota Valutazione di impatto ambientale (Via) che invece è legata a singoli progetti contenuti nel piano regolatore.
È un terremoto, quello che si sta abbattendo sul settore. Fra i piani che Bruxelles chiede di stracciare ci sono - ricorda Sergio Gelardi, direttore del dipartimento Urbanistica - quelli di Siracusa, Agrigento e (per quanto già scaduto) di Termini Imerese. «La conseguenza della dichiarazione di nullità - spiega il dirigente - sarebbe la decadenza di tutte le concessioni edilizie e le autorizzazioni emanate in base ai Prg. Il danno economico è incalcolabile. Valuteremo caso per caso cosa annullare e cosa si può tentare di salvare». Nella circolare Gelardi informa che verrà valutato l’interesse alla salvaguardia dei piani il cui annullamento provocherebbe danni economici irrecuperabili. Come? Sfruttando il codice nazionale, meno rigido delle direttive europee.
L’Ue ha infatti introdotto l’obbligo della Vas nel 2001. La Regione ha recepito la norma nel 2009 ma nel frattempo ha aveva già introdotto una disciplina transitoria: «Tutti i piani avviati entro il 31 luglio 2007 - spiega Gelardi - e per cui era almeno arrivata l’adozione dei consigli comunali, potevano evitare la Vas. È una norma che avevamo copiato dalla Liguria». Ma la Liguria l’ha abrogata da tempo. E Bruxelles ha chiesto alla Sicilia di fare altrettanto, correggendo anche i piani approvati in base alla deroga. Nel febbraio scorso la Regione ha provato a difendere la norma. Ma qualche settimana fa Bruxelles ha respinto le obiezioni della Regione annunciando la procedura di infrazione se la norma siciliana non verrà abrogata e se i Prg non saranno corretti.
Nella circolare Gelardi annuncia quindi che la Regione si adegua fin da subito alle disposizioni europee, nell’attesa che l’Ars abroghi la legge regionale: «Pertanto - si legge nel testo - i piani regolatori senza la Vas già adottati dai consigli comunali e in attesa di approvazione da parte della Regione verranno restituiti ai Comuni per la loro riadozione, previa acquisizione della procedura Vas».
Per tutti gli 80 che erano stati invece già approvati dalla Regione, l’assessorato spera di poter sfruttare le pieghe della legge nazionale: «La mancanza della Vas non provoca nullità immediata ma annullabilità», servirebbe dunque un ricorso da parte di qualcuno interessato per obbligare al rifacimento del Prg. «Valuteremo caso per caso - conclude Gelardi - come è previsto dal codice nazionale». Basterà? Intanto l’assessorato ha scritto al presidente Lombardo preannunciando un’altra batosta di Bruxelles se non si avvierà una riforma della legge regionale. E nell’attesa tutti i Comuni che stavano lavorando ai nuovi piani regolatori dovranno decidere se fermarsi o avviare autonomamente la procedura per la Vas aumentando i costi di approvazione del Prg.

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