Sogliano: "Amauri? Ci proviamo"

Il mercato è in perenne movimento, ma nel frattempo il Palermo ha iniziato e finito la sua avventura in Europa League contro il Thun. "Sinceramente non me lo aspettavo"

PALERMO. Un impatto terribile, un po’ come finire nel tritacarne. Un mese e qualche giorno tutti d’un fiato, e non solo di mercato. Per Sean Sogliano non è ancora tempo di bilanci, ma di roba - da quando lui ha detto sì a Zamparini - ce n’è stata. Il mercato è in perenne movimento, nel frattempo il Palermo ha iniziato e finito la sua avventura in Europa League contro il Thun. «E sinceramente non mi aspettavo che finisse così presto - dice subito Sogliano -. Siamo usciti contro una squadra alla nostra altezza, purtroppo in queste due partite il Palermo non ha avuto un’anima. Lo spirito non è stato giusto e nel mazzo mi ci metto anch’io. Una squadra per essere tale prima di tutto deve avere un’anima, il Palermo ancora non ce l’ha e si è visto nella doppia sfida contro il Thun».
Più dispiaciuto o preoccupato?
«Dispiaciuto sicuramente, ma è anche vero che non bisogna fare drammi. Questa scoppola è meglio che sia arrivata ora, almeno abbiamo un mese di tempo per cercare i rimedi e migliorare. Dobbiamo essere bravi a voltare pagina e ripartire».
In che modo?
«C’è una situazione un po’ particolare, ambiente e squadra non hanno l’entusiasmo giusto. Tutti quanti dobbiamo fare uno sforzo e pensare positivo».
I giocatori per primi, no?
«Certo. A Palermo deve restare solo chi è contento. L’entusiasmo è alla base di tutto, chi non ce l’ha si faccia da parte. Nel calderone metto tutti, anche i giocatori importanti. Il Palermo ha una rosa valida e larga, nessuno è indispensabile».
Con il presidente Zamparini e Pioli avete parlato anche di questo?
«Certo, nell’analisi è finito anche questo aspetto. È il primo in cui bisogna migliorare, poi c’è pure il campo».
Quindi si è discusso anche di tattica. Il modulo di Pioli può essere un problema?
«Il tecnico deve essere libero di portare avanti le sue idee, è chiaro che Pioli sta pensando anche di cambiare qualcosa. Per fortuna il tempo a disposizione non manca. All’inizio del campionato mancano venti giorni, faremo delle amichevoli per provare altre soluzioni. Io ho grande fiducia in questo Palermo, in campionato faremo benissimo».
Vero che ha chiesto più «autonomia» a Zamparini?
«Non ce n’era bisogno, al presidente ho solo ribadito che voglio lavorare come facevo a Varese. Non sono venuto a Palermo per lo stipendio, ho accettato questo incarico per fare il mio lavoro. Io ragiono con la mia testa, poi è chiaro che mi confronto con il presidente. I suoi consigli sono un valore aggiunto».
Anche sul mercato?
«Certo, venerdì scorso abbiamo parlato anche di questo».
Cosa serve a questo Palermo?
«Intanto un portiere, poi un giocatore che abbia certe caratteristiche a centrocampo. Ne abbiamo quattro e il solo che sa fare un certo tipo di gioco è Bacinovic. Ne cerchiamo un altro che abbia ancora più qualità, ma non è facile perché in giro ce ne sono pochi».
A proposito, Bacinovic ha già mal di pancia...
«E questo non mi piace. Bacinovic è rimasto fuori due partite, non dieci... e già vengono fuori certi discorsi. Pioli è stato chiaro, per lui i ragazzi partono tutti alla pari, in campo va chi sta meglio. Bacinovic faccia cambiare idea a Pioli sul campo».
Silvestre è del Palermo?
«Sì, è un giocatore che completa la nostra difesa. Domani (oggi, ndr) si allenerà con i nuovi compagni».
Oltre a Lanzafame, al Catania va anche Milanovic?
«Mai parlato di Milanovic con Lo Monaco, il Catania fra l’altro non può tesserare extracomunitari. La verità è un’altra: se a fine mercato avremo giocatori in più, potremmo girare al Catania un prestito di loro gradimento».
Amauri è una suggestione o un giocatore che interessa davvero al Palermo?
«Di sicuro è un nome suggestivo perché ha fatto benissimo al Palermo. Altra certezza è che parliamo di un grande giocatore. Ci interessa, sappiamo che lui è disponibile a venirci incontro, ma di mezzo c’è anche la Juventus. Purtroppo non è un’operazione facile».
Ma se arriva Amauri, va via Pinilla?
«Impossibile dirlo adesso. Noi abbiamo grande fiducia in Pinilla, il suo valore è indiscutibile, semmai siamo dispiaciuti per i suoi infortuni».
Questione portiere: Sorrentino o...
«Sorrentino sa che noi lo vogliamo, ma il Chievo continua a chiedere troppo. Noi non possiamo non tenere in considerazione che parliamo di un giocatore di 32 anni».
Avete pronta un’alternativa?
«Ujkani è una possibilità, poi c’è Rafael del Santos. È comunitario, giovane e ha grande esperienza internazionale».

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