Afghanistan, quattro parà feriti: uno di loro è palermitano

Verso la pattuglia, durante un'attività di pattugliamento, sono stati lanciati colpi di mortaio. Le condizioni dei militari non destano preoccupazione. Gli altri tre sono originari di Viareggio, Caserta e Viterbo

ROMA. All'indomani della tragedia dell'elicottero abbattuto forse da un razzo - 31 i militari americani (in gran parte Navy Seals) e 7 i commandos afgani rimasti uccisi - è stata un'altra giornata di sangue per i soldati della Nato in Afghanistan: quattro i morti, in due diversi attentati. Conseguenze meno gravi per i militari italiani, finiti nuovamente sotto attacco: 4 i feriti (non gravi) in seguito all'esplosione di un ordigno. Sono tutti parà del 187/o reggimento della Brigata Folgore, di stanza a Livorno. Sono originari di Viareggio, Caserta, Viterbo e Palermo. I fatti si sono verificati stamani, durante un'attività di pattugliamento congiunta con le forze di sicurezza afgane per il controllo del territorio nell'area di Bala Balouk, nella turbolenta provincia di Farah. Una ricognizione nel corso della quale era previsto anche un incontro con le autorità locali dei villaggi della zona. All'improvviso contro la pattuglia sono stati lanciati dei colpi di mortaio, "che non hanno causato danni", e i militari italiani - ricostruiscono al comando del contingente - si sono diretti "verso l'origine del fuoco". E' in questa fase, nei pressi di un villaggio a circa 15 chilometri da Bala Balouk, che la pattuglia è stata coinvolta nell'esplosione di un 'Ied', un ordigno improvvisato, al quale é seguito uno scontro a fuoco. Cinque i feriti: quattro militari italiani e un interprete afgano, tutti subito soccorsi e trasportati all'ospedale militare da campo americano di Farah. Le loro condizioni "non destano preoccupazione", al punto che essi stessi hanno potuto informare le famiglie, come ha spiegato il comandante del contingente, Carmine Masiello, al ministro della Difesa La Russa che lo ha chiamato al telefono "per far sentire la sua personale vicinanza e quella di tutte le Forze armate ai militari italiani che operano lontano dalla Patria in una delicata e importante missione per combattere il terrorismo". Rassicurazioni sono arrivate dal generale Masiello pure per quanto riguarda "il morale e la determinazione dei nostri soldati", ai quali è stata manifestata "solidarietà e vicinanza" anche dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani.    Morale alto, dunque, in una situazione che resta però sempre incandescente. Sullo schianto del Chinook, ieri, nella provincia di Wardak, le indagini sono ancora in corso, ma l'ipotesi del razzo lanciato dai talebani (che hanno rivendicato) resta allo stato la più accreditata. Le operazioni di recupero dei resti dell'elicottero sono cominciate stamani, mentre nella zona venivano segnalati combattimenti sporadici. E americani potrebbero essere anche due militari caduti oggi nel sud del Paese; altri due soldati dell'Isaf, uccisi invece nell'est durante uno scontro con gli insorti, erano francesi. 

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