"Cento corpi gettati in mare"

Le drammatiche testimonianze dei primi superstiti del barcone in avaria soccorso a 90 miglia da Lampedusa, in acque libiche

LAMPEDUSA. Decine e decine di migranti sarebbero morti di stenti e di fame sul barcone in avaria soccorso a 90 miglia da Lampedusa, in acque libiche, dalle motovedette della Guardia Costiera. Lo hanno riferito i primi superstiti trasferiti sull'isola in elicottero a causa delle loro precarie condizioni di salute. Secondo il loro racconto, che deve ancora essere vagliato dalle forze dell'ordine, i cadaveri delle vittime sarebbero stati abbandonati in mare.
A ricostruire la tragedia, che non ha ancora trovato conferme ufficiali, sono stati i primi superstiti trasportati in elicottero nel Poliambulatorio dell'isola a causa del forte stato di disidratazione. A fatica, anche a causa dello choc, hanno raccontato di essere partiti venerdi sera dalla Libia e di essere rimasti alla deriva dopo la rottura del motore. Le forze dell'ordine attendono tuttavia l'arrivo degli altri migranti, che è previsto in serata, per avere un quadro esatto della vicenda. Nelle operazioni di soccorso sono impegnate quattro motovedette della Guardia Costiera, che hanno già trasbordato circa 300 profughi, e un elicottero che sta facendo la spola con Lampedusa per trasferire le persone che hanno bisogno di cure immediate. Il comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Antonio Morana, ha detto che gli equipaggi delle motovedette non hanno avvistato cadaveri nella zona dove è stato "agganciato" il barcone.


AGGIORNAMENTO DELLE 19.52. "Eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l'hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi". Sono le drammatiche parole di una delle quattro marocchine soccorse dalla guardia costiera mentre erano a bordo di un barcone in acque libiche e ricoverate nel Poliambulatorio di Lampedusa. Nella struttura medica è stato portato anche un uomo. Due delle quattro migranti sono in gravissime condizioni, intubate e stanno per essere trasferite all'ospedale Cervello di Palermo. Disidratate e in stato di choc sono riuscite a raccontare di essere partite venerdì dalla Libia.
"Nella zona delle operazioni le nostre motovedette hanno avvistato in mare alcuni indumenti galleggiare, forse si tratta anche di cadaveri, ma siamo stati costretti a rientrare per trasferire al più presto i 300 migranti che sono in precarie condizioni di salute". Lo ha detto il comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Antonio Morana, confermando che fino ad ora è stato recuperato solo un cadavere dal barcone alla deriva sul quale si trovavano i migranti. L'ufficiale ha spiegato anche che non è possibile avviare le ricerche di eventuali vittime anche a causa dell'oscurità che sta calando nella zona delle operazioni, a circa 90 miglia da Lampedusa, in acque libiche.

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