Gesip, 15 milioni subito e nuovo contratto a settembre

Dopo l'arrivo dei 46 milioni di euro da Roma, la giunta ha dato il via libera all'operazione che salverà l'azienda. Intanto pronto un prestito per ripartire con la proroga del vecchio accordo. Scettica l'opposizione: "Problema rinviato a dicembre"

PALERMO. Con il via libera dato dalla giunta ieri, è scattata l’operazione di salvezza per la Gesip, dopo la tanto attesa ordinanza da 46 milioni di euro firmata dal premier, Silvio Berlusconi. Assenti il vicesindaco Marianna Caronia e gli assessori Anello, Enea, Russo.
Il sindaco, Diego Cammarata ha ringrazia tutti i protagonisti della telenovela a partire dal presidente del Senato Schifani, e il ministro all’Agricoltura Romano. Il primo obiettivo, adesso, sarà fare uscire la società dallo stato di liquidazione, ripianando il buco di circa 15 milioni. Questione complessa, perché da un canto i 46 milioni sono dati per l’emergenza (e non per la ricapitalizzazione) ma dall’altro versare soldi su una società in crisi non è cosa ortodossa. Ecco allora la soluzione: il Comune anticiperà la somma a Gesip, che la restituirà non appena avrà chiuso il contenzioso con l’Agenzia delle entrate, «per cui ci sono state già due sentenze a favore della società, si aspetta solo la Cassazione — dice il sindaco — e in ogni caso c’è sempre la possibilità di una transazione».
in attesa del nuovo contratto, fino al 30 settembre la proroga per Gesip sarà alle condizioni attuali, successivamente il contratto sarà arricchito di nuove mansioni, con l’assegnazione di nuovi servizi quali la pulizia delle spiagge e la sorveglianza dei sottopassi. Rimangono scettici sulla vicenda gli esponenti del Pd. Se per il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici «Palermo è stata devastata dal modello Cammarata», Faraone incalza: «Il sindaco — dice — ha dato solo cattive notizie, i soldi serviranno appena a pagare gli stipendi dei lavoratori fino a dicembre». E si guadagna la replica del consigliere Pdl Giuseppe Milazzo: «Faraone ha proprio la tristezza nel cuore».

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