Meno autoblu e consulenze, i tagli previsti da Lombardo

Il governatore rilancia la proposta di agire in via amministrativa, dopo il freno imposto dai partiti alla manovra da portare all’Ars. "C’è anche la riduzione degli stipendi degli assessori, non serve un decreto. Basterebbe rinunciare volontariamente a una parte della busta paga"

PALERMO. Una riunione della giunta lunedì per le prime delibere che tagliano i costi della politica. Lombardo rilancia la proposta di agire in via amministrativa, dopo il freno imposto dai partiti alla manovra da portare all’Ars.
Il presidente illustra cosa può essere fatto subito per decreto: «La riduzione delle autoblù, il taglio dei consulenti e dei membri degli uffici di gabinetto sono cose che si possono fare anche senza passare dall’Ars. E poi c’è la riduzione degli stipendi degli assessori, per cui non servirebbe neppure un decreto. Basterebbe rinunciare volontariamente a una parte della busta paga». Per tutto il resto però bisognerà attendere settembre e la riapertura dell’Assemblea regionale siciliana: «Porteremo avanti l’accorpamento degli Iacp in un’unica struttura e la riduzione da 11 a 2 dei consorzi di bonifica. E martedì speriamo che l’Ars possa approvare la riforma dei consorzi Asi. Il Parlamento capisca che non ci sono alternative ai tagli».
Nel frattempo il presidente è costretto però a registrare un altro rinvio sui fondi Fas. Ci si attendeva per oggi la notizia dello sblocco ma l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, è rientrato da Roma annunciando che la decisione non arriverà prima di mercoledì. Dall’erogazione di almeno 600 milioni di fondi Fas dipende lo sblocco di molte spese della Regione. A cominciare da quella per il rinnovo dei contratti dei dipendenti regionali e dei dirigenti. Dopo lo stop annuncianto mercoledì, ieri i sindacati sono andati all’attacco. Cgil, Cisl, Uil, Sadirs, Dirsi, Ugl, Cobas e Siad hanno annunciato che i lavoratori interromperanno i turni di straordinario, impedendo così l’apertura pomeridiana degli uffici della Regione (escluso il giorno obbligatorio di mercoledì). Protesta che ad agosto sarà indolore ma che a settembre potrebbe avere un effetto più duro. Claudio Barone, segretario generale della Uil, annuncia la linea dura: «Non accetteremo che il parlamento regionale si metta d'accordo, ancora una volta, per vanificare il sacrosanto "taglio dei costi della politica" e che a pagare il conto siano sempre le categorie più deboli: pensionati e lavoratori dipendenti».
Lombardo ha scelto di giocare in casa per annunciare i tagli ai costi della politica. La platea è quella della convention dell’Mpa organizzata a Palermo da Francesco Musotto. Un bagno di folla con bus di simpatizzanti fatti arrivare da tutta la provincia. E dall’hotel Astoria Lombardo ha rivolto un nuovo appello a Miccichè. Che corrisponde a un monito al Pd. «Con Miccichè - ha detto il presidente - non abbiamo mai rotto i rapporti. Il dialogo è aperto. Lui mi chiede di lasciare il Pd, io gli suggerisco di rompere col Pdl per rafforzare l’area autonomista». Anche perché - è il ragionamento di Lombardo - così gli equilibri politici si sposteranno a favore dell’area centrista e non invece verso sinistra: «Il prossimo candidato alla presidenza della Regione non può che essere espressione dell’area autonomista-terzopolista». Per Lombardo quest’area ha già una maggioranza relativa all’Ars e il suo futuro candidato può essere «sostenuto anche dal Pd». Che avrebbe però un ruolo di minor peso. La sfida di Lombardo e del terzo polo (oggi a Selinunte la rilancerà Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc) è quella di essere autosufficienti. E infatti al Pd che entro fine luglio attende risposte su alleanze, rimpasto ed elezioni anticipate, Lombardo ha riservato una battuta: «Abbiamo chiesto al Pd una proroga della scadenza. Stanno facendo un referendum per decidere se concedercela».

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