Intercettazioni telefonate Romano e Vizzini: l'udienza il 21 settembre

I due esponenti politici indagati per corruzione aggravata dall'avere agevolato Cosa Nostra. Si dovrà decidere se trasmettere alla Camere la richiesta per l'uso delle conversazioni

PALERMO. Il gip di Palermo Piergiorio Morosini ha fissato al 21 settembre l'udienza in cui deciderà se trasmettere alle Camere la richiesta di autorizzazione all'uso delle intercettazioni delle telefonate del ministro dell'Agricoltura Saverio e del senatore del Pdl Carlo Vizzini indagati per corruzione aggravata dall'avere agevolato Cosa nostra.   Si tratta di una cinquantina di conversazioni dei due politici che risalgono al 2003 e al 2004.   


Nel corso dell'udienza il magistrato ascolterà accusa e difesa e deciderà, dice la legge, entro due giorni.   Se il gip riterrà che sono irrilevanti ai fini dell'inchiesta, verranno distrutte nel corso di un'udienza appositamente fissata; altrimenti il giudice invierà la richiesta all'uso alla Camera per Romano e al Senato per Vizzini.   L'indagine, condotta dalla dda di Palermo, riguarda presunte tangenti pagate ai politici dal tributarista Gianni Lapis con denaro del "tesoro" dell'ex sindaco mafioso don Vito Ciancimino. Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro in carcere per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato la mafia. Inizialmente era indagato anche l'ex senatore e assessore regionale dell'Udc Salvatore Cintola, nel frattempo deceduto.

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