Palma, toga azzurra di origini siciliane

ROMA. Nitto Francesco Palma, sessantunenne romano di origini siciliane, nominato Guardasigilli dal Capo dello Stato dopo le dimissioni di Angelino Alfano, è magistrato di Cassazione, con una lunga esperienza professionale da pubblico ministero alla procura di Roma e alla Direzione nazionale antimafia.
Dal 2001 in Parlamento con Forza Italia, era sottosegretario all'Interno di questo governo, prima di prendere il posto di Angelino Alfano a via Arenula. Palma, considerato tra i papabili al ruolo di Guardasigilli già nel 2008, torna al ministero della Giustizia dopo 16 anni: dal '94 al '95 è stato vicecapo di gabinetto e direttore dell'Ufficio relazioni internazionali del ministero. Fino ad allora aveva lavorato in procura, prima come giudice istruttore a Vicenza, poi, dal '79 al '93, come sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma.
A piazzale Clodio si è occupato di casi scottanti come il processo Moro, il maxiprocesso alle Brigate rosse, l'arresto del mafioso italoamericano Frank Coppola, ma anche la Gladio, Ustica e l'inchiesta sulla tragedia di Vermicino. Per Palma, che ha fatto anche parte dell'ufficio indagini della Figc, negli anni '90 e' arrivato l'incarico di Sostituto procuratore nazionale Antimafia. Poi, nel 2001, l'approdo al Parlamento con Silvio Berlusconi, nelle fila di Forza Italia. Legato da un rapporto di amicizia a Cesare Previti, Palma ha sposato Elvira Dinacci, figlia di Ugo, capo degli ispettori del ministero della giustizia ai tempi di Mani pulite.
Il magistrato romano è stato anche testimone di nozze di Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. In Parlamento (prima deputato, poi senatore) Palma è stato relatore alla Camera del disegno di legge sull'ordinamento giudiziario. Ma anche promotore, nel 2002, di un'immunità per i parlamentari che prevedeva la sospensione fino al termine del mandato di tutti i procedimenti giudiziari a loro carico. La norma, però, non è mai andata in porto, per le accese polemiche e le resistenze interne allo stesso centrodestra, da parte di An e Udc, che hanno indotto a ritirarla. Nel 2008 il magistrato romano, che viene definito dai suoi compagni di partito una 'Toga azzurra', è stato rieletto al Senato, come capolista in Calabria per il Pdl. E riveste da allora la carica di sottosegretario all'Interno, con deleghe tra l'altro ai Vigili del fuoco e alle materie di competenza del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione.

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