Traffico di droga tra Sicilia, Germania e Romania, 10 arresti

Blitz della direzione investigativa antimafia: tra i coinvolti anche un esponente del clan Santapaola di Catania. Dalle indagini emerso anche un progetto di attentato contro un investigatore

MESSINA. Uomini della Direzione investigativa antimafia (Dia), in collaborazione con le forze di polizia in Germania e Romania, hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere e traffico di sostanze stupefacenti.    
L'operazione riguarda i due Paese europei e le province di Messina, Catania e Palermo.  Il provvedimento è stato emesso dal gip di Messina su richiesta della Dda, a conclusione di un'indagine che ha consentito di individuare un traffico di stupefacenti, in particolare cocaina, gestito da un'associazione criminale operante attraverso una rete di collegamenti tra diverse persone. L'indagine nasce dalla ricerca dei fratelli Mignacca, latitanti condannati all'ergastolo per associazione mafiosa, omicidio e altro, appartenenti al gruppo mafioso del messinese dei 'tortoriciani'. Sono 23 le persone complessivamente indagate. Tra gli arrestati anche un appartenente al clan Santapaola di Catania. Nel corso delle indagini è emerso un progetto di attentato nei confronti di un esponente delle forze dell'ordine.


Le persone arrestate stamani dalla Dia nel'operazione 'Gazzana' a Messina, Palermo, Catania e in Romania e Germania sono Loredana Armeli,36 anni, Vincenzo Blanco, 32 anni, Matteo Costa, 37 anni, Gugliemo Comandé, 35 anni, Angelo La Spada, 57 anni, Gino Merlo, 34 anni, Luciano Merlo 45 anni, Mariana Emilia Pop, 28 anni, Giuseppe Proietto Batturi, 31 anni, Valerio Innocenzo Tindaro Ridolfo, 26 anni. Sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Blanco e Armeli sono stati arrestati a Messina, Costa e Comandé a Palermo, La Spada e Luciano Merlo a Catania, Proietto a Peschiera del Garda, Gino Merlo in Germania e Ridolfo e Pop in Romania. Merlo e La Spada sono considerati dagli inquirenti appartenente al clan Brunetto vicino alla cosca Santapaola di Catania.

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