Professione "esperto" della Regione Il compenso è di 350 euro a seduta

Chiamati dall’assessorato alle Attività produttive i primi cinque esterni. Hanno l’incarico di esaminare le domande di uno dei bandi più attesi di Agenda 2007. Ecco chi sono. Migliaia le domande presentate

PALERMO. Essere selezionati da una delle ormai diffusissime long list della Regione può fruttare anche 3.500 euro in pochi giorni di lavoro. Le ultime nomine le ha fatte l’assessorato alle Attività produttive che ha assegnato a 5 esperti esterni l’incarico di esaminare le domande di uno dei bandi più attesi di Agenda 2007: il tutto per un compenso di 350 euro a seduta. E di sedute ne sono previste almeno una decina.
È articolata la storia della long list dell’assessorato alle Attività produttive. Il bando per formarla risale all’aprile scorso, finanziato con 130 mila euro. In questo modo sono stati selezionati 208 esperti esterni a cui l’assessorato si impegnava a fare ricorso ogni qual volta ce ne fosse stato bisogno.
La prima occasione è stata proprio il bando per lo sviluppo delle filiere produttive pubblicato nel dicembre 2009 e che solo ora sta arrivando al traguardo. L’assessorato ha ricevuto 11 domande, frutto dei progetti presentati da 250 aziende riunite in associazione fra loro.
Per esaminare le domande il dirigente del dipartimento, Marco Romano, ha chiamato dalla long list cinque persone: GIUSEPPE DI DIO (gelese di 35 anni ma residente a Sant’Agata Li Battiati), NATALIA TRAPANI (catanese di 38 anni residente ad Acireale), GIUSEPPE LO RE (nato a Sutera nel 1965 e oggi residente a Palermo), ALESSANDRA GENTILE (catanese di 48 anni) e MAURO DE MARCHIS, ingegnere di 32 anni residente a Carini. La Trapani e Di Dio hanno preso il posto di altri due esperti che hanno rinunciato: Umberto La Commare e Dorotea Cascio.
Per tutti loro il decreto di nomina prevede un compenso di 350 euro lorde a seduta. E la previsione dell’assessorato è di svolgere almeno una decina di sedute per consegnare poi le valutazioni entro fine agosto.
È un fenomeno che non conosce crisi, quello della iscrizione nelle long list. Fin dall’inizio la creazione di questi elenchi suscitò polemiche perchè, secondo sindacati e associazioni di categoria, la Regione starebbe esternalizzando attività amministrativa che dovrebbe essere fatta dal personale di ruolo. Allo stesso sistema fa da tempo ricorso l’assessorato alla Formazione, dove per pagare 45 valutatori esterni delle domande per i bandi del fondo sociale europeo sono stati già spesi 280 mila euro. Eppure le graduatorie definitive per questi bandi non ci sono ancora e addirittura un bando dovrà essere riscritto perchè la Corte dei conti non ha dato il via libera al lavoro svolto.
A long list di esperti hanno fatto ricorso anche gli assessorati all’Ambiente, all’Agricoltura e alla Pesca, e ai Beni culturali. E varie società partecipate dalla Regione hanno emesso bandi durante l’ultimo inverno per creare long listi di esperti a cui affidare future consulenze. In ogni caso sono arrivate migliaia di domande.

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