In Sicilia alleanza tra Terzo Polo e Pd, Scala presidente Anci

L'asse che guida la Regione tiene ma le alleanze nell'Isola si vanno delineando sempre di più. Dopo un decennio dunque alla guida dell'associazione dei sindaci arriva un uomo di sinistra, il primo cittadino di Alcamo

PALERMO. Il terzo polo continua ad attrarre in Sicilia pezzi del Pd. Anche se l’asse che guida la Regione tiene, oggi c'è stata l’elezione di un uomo del Pd alla guida dell’associazione dei sindaci, strappando dopo più di un decennio la presidenza dell’Anci al centrodestra. Gli equilibri siciliani non sono rimasti estranei alla convention nazionale del terzo polo andata in scena ieri a Roma. Lì c’era anche Bartolo Fazio, dirigente provinciale di Palermo del Pd che sta per annunciare l’addio al partito di Bersani per passare all’Api di Rutelli. L’addio di Fazio arriva a pochi giorni dal passaggio di un altro esponente del Pd, Nuccio Cusumano, al partito di Rutelli.



Fazio è stato tra i fondatori del Pd a Palermo, ex sindaco di Geraci Siculo e poi senatore, è il primo dei non eletti a Palazzo Madama per il Pd. In passato è stato con Rutelli al vertice della Margherita di Palermo. «Il Pd - ha commentato Fazio - ha perso per strada la linfa vitale che ha alimentato la sua nascita. Ora appare confuso e distratto». In realtà anche l’Api è alle prese con una rivoluzione. Mario Bonomo, deputato siracusano, ha lasciato il partito pur essendone stato il fondatore siciliano: «Non ho gradito il modo con cui Rutelli ha portato nel partito Cusumano». Bonomo ha scelto Alleati per la Sicilia, gruppo di ispirazione lombardiana formato per sostenere il governo con transfughi da tutti i partiti. È in stand by anche l’ex segretario di Api, Egidio Ortisi.
Malgrado movimenti interni, il terzo polo cresce in Sicilia. Lombardo ieri, dal palco da cui hanno parlato anche Fini e Casini, ha ricordato che la Sicilia è di fatto la prima regione del terzo polo: «Noi governiamo avendo il più grande gruppo dell’Ars, almeno trenta parlamentari». E ha serrato le file dell’alleanza con finiani e Udc ribadendo che la prima voce dell’agenda politica è adesso la legge per l’abolizione delle Province. Raccogliendo così l’applauso di Carmelo Briguglio, coordinatore di Fli, e di Giampiero D’Alia, leader siciliano dell’Udc. D’Alia ha confermato che «in Sicilia il terzo polo sta al centro e continua a dialogare col Pd». Porte chiuse quindi al Pdl, che pure continua a mandare appelli ai centristi. Sulla strada dell’alleanza col Pd l’unico ostacolo resta il rimpasto. Antonello Cracolici, capogruppo Pd, è tornato a chiederlo ieri. Ma Briguglio ha confermato la contrarietà dei finiani.



Ma la conferma del rafforzamento dell’asse fra terzo polo e Pd è arrivata già. Lombardo ha lavorato intensamente per spingere al vertice dell’Anci, l’associazione dei sindaci siciliani, Giacomo Scala. Il primo cittadino di Alcamo, espressione dell’area Innovazioni del Pd (gli ex margheritini di Papania e Genovese) è il primo esponente del centrosinistra dopo anni di presidenza targata Forza Italia e poi Pdl. L’assemblea di 250 sindaci (alcuni dei 390 non sono ammessi al voto) s'è mossa proprio sull’asse Mpa-Udc-Pd. In casa Mpa leggono questo passaggio come le prove generali dell’alleanza che a settembre dovrebbe portare al rimpasto con l’inserimento in giunta di politici del Pd e dell’Udc che si affiancano ad alcuni tecnici da confermare. Il centrodestra arriva invece al voto in ordine sparso: Diego Cammarata, ultimo presidente, non si ricandiderà. L’area che fa capo a Pid, FdS e Pdl punta invece a bloccare l’elezione, rinviandola.

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