I pm chiedono uso di intercettazioni per Romano e Vizzini

La procura di Palermo ha trasmesso al gip la richiesta di autorizzazione. L'esponente del Pdl e il ministro dell'Agricoltura sono coinvolti nell'inchiesta su presunte tangenti pagate ai politici dal tributarista Gianni Lapis con denaro del "tesoro" dell'ex sindaco mafioso don Vito Ciancimino

PALERMO. La Procura di Palermo ha trasmesso al gip la richiesta di autorizzazione all'uso delle intercettazioni relative ai parlamentari Carlo Vizzini (Pdl) e Saverio Romano, ministro dell'Agricoltura, coinvolti nell'inchiesta su presunte tangenti pagate ai politici dal tributarista Gianni Lapis con denaro del "tesoro" dell'ex sindaco mafioso don Vito Ciancimino.    Entrambi sono accusati di corruzione aggravata dall'avere agevolato Cosa nostra.   


Il gip ora dovrà fissare l'udienza in cui, sentite le parti, deciderà se le intercettazioni sono rilevanti per l'indagine. In questo caso invierà la richiesta di autorizzazione all'uso alle Camere di appartenenza dei due parlamentari: Vizzini è senatore, Romano, deputato.    Nell'indagine è coinvolto anche l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro in carcere per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato la mafia che, però, all'epoca delle intercettazioni che risalgono al 2003, non era parlamentare nazionale.    Inizialmente era indagato anche l'ex senatore e assessore regionale dell'Udc Salvatore Cintola, nel frattempo deceduto.


Le repliche - "Se la richiesta di acquisire le intercettazioni tra me ed il noto tributarista prof Lapis risalenti al 2003 sarà inviata alla Camera ne chiederò l'utilizzo anche dovesse ravvisarsi il fumus persecutionis che nel mio caso sarebbe incendium". Così Saverio Romano, coordinatore nazionale PID, in una nota.


"Ho visionato con il mio avvocato Francesco Crescimanno, come previsto dalla legge, le intercettazioni. Dunque a noi sono note e corrispondono esattamente a quanto dichiarato da me alla Procura circa due anni fa quando non ne conoscevamo il contenuto". Lo dice il senatore Carlo Vizzini che commenta così la richiesta, trasmessa dalla Procura di Palermo al gip, di autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche relative ai parlamentari Carlo Vizzini (Pdl) e Saverio Romano, ministro dell'Agricoltura, coinvolti nell'inchiesta su presunte tangenti pagate ai politici dal tributarista Gianni Lapis con denaro del "tesoro" dell'ex sindaco mafioso don Vito Ciancimino.   


"Non si parla né di affari, né di corruttele, - aggiunge - ma di somme che chiedo anche con insistenza o della cui sorte il Lapis mi informa in relazione ad un mio credito per un investimento in titoli fatto nel 1994 attraverso il professore, mio consulente fiscale, collega che conosco da 40 anni. Sono somme che richiesi dal 2001 fino all'inizio del 2004 e che ho faticato a riavere".   "Abbiamo consegnato una documentazione di quanto affermo - prosegue - ed in particolare quella che dimostra l'investimento iniziale e poi come i miei titoli fossero stati venduti nel 1997 ma che solo nell'aprile del 2002 io sia stato informato di ciò. Questo avvenne nel corso di un incontro con Lapis cui partecipò anche un avvocato da me già indicato alla Procura, nel quale il professore calcolò gli interessi al maggio del 2002, certificando il mio credito. Solo all'inizio del 2004, infine, riebbi le mie somme". "Infine risulta dagli atti - conclude - che già nel 2009 avevo fatto mettere a verbale la mia disponibilità all'utilizzo delle intercettazioni anche senza il preventivo consenso del Senato".

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