Estorsioni nel Nisseno, cinque arresti

Coinvolto anche un imprenditore. Giuseppe Pirrone, 56 anni, pagava il pizzo e sfruttava i suoi dipendenti. È ora ai domiciliari

PALERMO. Vittima e carnefice: Giuseppe Pirrone, 56 anni, un imprenditore edile del Nisseno, da una parte subiva le richieste di pizzo e l'imposizione da parte dei clan a rifornirsi da una ditta imposta dai suoi stessi estorsori; dall'altra costringeva i lavoratori alle proprie dipendenze ad accettare condizioni di lavoro illegali, trattamenti economici inferiori a quanto indicato in busta paga, rinuncia ad assegni familiari e a trattamenti di fine rapporto.    
E' quanto scoperto dal Gico della Guardia di finanza di Caltanissetta, in collaborazione con lo Scico di Roma, che in nottata ha arrestato sei persone (due ai domiciliari, e tra questi Pirrone) nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Dda nissena. Pirrone era costretto a versare il pizzo e a subire l'imposizione di subappaltare lavori a una ditta durante i lavori di costruzione di 34 villette a Sommatino (CL). Nella vicenda sono coinvolte le famiglie mafiose di Riesi, Sommatino, Vallelunga Pratameno e Campofranco con i rispettivi capi famiglia. Ma anche l'imprenditore praticava estorsioni nei confronti dei propri dipendenti, che avvenivano anche mediante violenza e minacciando licenziamenti o interventi con altri imprenditori affinché, licenziati, gli operai non trovassero altri impieghi. Preziose si sono rivelate le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia.    
Oltre a Pirrone, gli altri arrestati sono Giuseppe Giovanni Laurino, 54 anni; Luigi Pulci, di 44; Giovanni Privitera, 55 anni; Angelo Schillaci, 49 anni; Francesco La Quatra, 76 anni, al quale sono stati concessi i domiciliari.

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