Emergenza rifiuti nel Trapanese, i Comuni daranno i soldi

TRAPANI. E' emergenza rifiuti negli undici Comuni del Trapanese in cui il servizio di raccolta e smaltimento dell'immondizia è gestito dalla società Belice ambiente. Da ieri, infatti, una ventina di automezzi dell'Ato Tp2 sono fermi e il numero, a detta della stessa società, è destinato ad aumentare nei prossimi giorni se perdurerà l'attuale gravissima situazione finanziaria. I distributori non forniscono più carburante bloccando i veicoli. Per affrontare la vicenda e tornare a sollecitare i Comuni soci a versare le quote di competenza il commissario liquidatore di Belice ambiente, Nicola Lisma, ha convocato per questo pomeriggio una riunione d'urgenza nei locali dell'Ato, a Santa Ninfa. Le fatture già emesse dalla società d'ambito, per il periodo che va da gennaio a giugno 2011, ammontano circa 15 milioni di euro.


Per consentire ai mezzi di essere riforniti dai distributori di carburante e mettere fine all'emergenza rifiuti undici Comuni soci della Belice ambiente, al termine della riunione che si è tenuta nel pomeriggio nei locali della società d'ambito, a Santa Ninfa, hanno deciso di versare un milione e mezzo di euro.      Già domani i mezzi bloccati dalla mancanza di carburante dovrebbero così tornare in servizio. All'incontro era assente la Provincia regionale di Trapani. I Comuni soci dell'Ato Tp2, inoltre, per fare chiarezza sulla questione debitoria della società hanno deciso di chiedere un incontro urgente all'assessore regionale Giosué Marino.    "'Le somme che arriveranno - ha detto il commissario liquidatore di Belice ambiente Nicola Lisma - saranno utili a pagare parzialmente i fornitori e a garantire il regolare svolgimento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e al pagamento degli stipendi dei dipendenti per il mese di luglio''. La situazione rimane preoccupante nonostante la società vanti crediti nei confronti dei Comuni soci per circa 15 milioni di euro per il servizio svolto fino al 30 giugno 2011. I Comuni si trovano davanti a difficoltà oggettive legate agli atti di pignoramento verso terzi da parte di fornitori della Belice ambiente, alla mancanza di liquidità e al mancato introito della Tia non pagata da cittadinì.

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