Bando da 50 milioni sulla ricerca Nuovo scontro Venturi-Romano

Oggetto della querelle è l'articolo del provvedimento sui requisiti di ammissibilità del contributo

PALERMO. Ultimo atto dello scontro tra Marco Venturi, assessore regionale alle Attività produttive e il dirigente generale, Marco Romano. La scintilla questa volta è un bando da 50 milioni per centri di ricerca e università, firmato dal direttore e finanziato con fondi europei, prossimo a uscire sulla Gazzetta ufficiale. L'ex leader di Piccola Industria con una lettera chiede al dirigente di ritirarlo. Il motivo? Secondo l'assessore, i beneficiari delle risorse devono essere direttamente gli atenei e non i dipartimenti universitari.
Oggetto della querelle è l'articolo del provvedimento sui requisiti di ammissibilità del contributo. In particolare, il bando prevede che, per ricevere il finanziamento, le domande «devono essere presentate congiuntamente da parte di almeno 5 beneficiari e dovranno prevedere il coinvolgimento di almeno 3 dipartimenti universitari di differenti atenei siciliani». Alla base della richiesta di sospendere l'avviso c'è l'idea che in questo modo a prendere l'iniziativa sarebbero i dipartimenti senza alcuna «regia» centrale. I destinatari del bando, oltre alle Università, sono anche gli enti e le aziende del servizio sanitario regionale e i cui interventi saranno finalizzati a mettere in rete le strutture. I fondi europei serviranno a stimolare la domanda di ricerca da parte delle imprese e promuovere il potenziamento scientifico e l'innovazione tecnologica.
A determinare l'intervento dell'assessore qualche giorno fa era stato Francesco Tomasello, coordinatore delle Università siciliane e rettore dell'ateneo di Messina. Che a nome dei rettori siciliani aveva chiesto di modificare il bando e cambiare la formula dell'articolo in questione, perché «i beneficiari non possono essere i dipartimenti, ma esclusivamente gli atenei». Per due ragioni: entro pochi mesi, in base alla riforma Gelmini, le strutture dipartimentali cambieranno veste, saranno completamente diverse nella composizione, denominazione e governance, «per cui gli attuali dipartimenti, eventuali destinatari della misura, non esisteranno più nell'attuale configurazione». In secondo luogo, perché «i dipartimenti non hanno rappresentanza legale», che invece spetta alle Università. Romano preferisce non commentare e risponde che «al momento non ha ricevuto alcuna richiesta di sospensione del bando, né per le vie formali, né per quelle informali». Insomma, una vicenda che cela uno scontro più ampio tra Venturi e il dirigente esterno che Raffaele Lombardo ha nominato appena quattro mesi fa. La scintilla che a maggio ha inasprito il rapporto fra i due è stato il caso Viviani: la nomina, ratificata dal dipartimento guidato da Romano, di Riccardo Viviani, membro del consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Agrigento che ha a suo carico una condanna a tre anni per peculato. Intanto, nella prossima riunione, prevista la settimana entrante, la giunta dovrà decidere se accettare la richiesta di licenziamento del dirigente che l'assessore vicino a Confindustria ha presentato al presidente della Regione.

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