Romeo: Palermo nel degrado sociale e morale

L'Omelia del cardinale di Palermo per Santa Rosalia: "Occorre che i vari livelli amministrativi non siano solo ingranaggi burocratici che generano lentezze. Occorre che ci si adoperi per governare. Un tale clima di immobilismo amministrativo genera la sfiducia della gente, che si trasforma spesso in rabbia

PALERMO. "Così come nel 1624 si presentò alla Santuzza una città oppressa dalla pestilenza, così oggi le presentiamo e le consegniamo innanzitutto ciò che è palpabile, maggiormente visibile: un processo di degrado morale e religioso, sociale ed economico, che avvertiamo a diversi livelli". E' uno dei passaggi del discorso del cardinale Paolo Romeo che l'arcivescovo di Palermo sta tenendo a piazza marina in occasione del "festino di santa Rosalia".
"Da una parte viviamo un momento storico segnato da una crisi economica che attraversa non soltanto la nostra Città, ma anche l'intero Paese - ha aggiunto - Essa colpisce sempre più le fasce di popolazione meno abbienti, segnate drammaticamente dalla disoccupazione e dalla mancanza di alloggi. Condizioni di incertezza che non consentono alle nuove generazioni uno sguardo sereno e pieno di speranza sul loro avvenire e sulla legittima realizzazione di una famiglia".
"So bene - ha anche detto - quante difficoltà si incontrano nell'ambito politico-amministrativo di questa Città in particolare, e so anche che, spesso, non ci troviamo dotati di strutture efficienti per intervenire come si vorrebbe. Ma occorre che i vari livelli amministrativi non siano solo ingranaggi burocratici che generano lentezze e sprecano occasioni ed energie per la crescita. Occorre che ci si adoperi per governare. E che lo si faccia subito, a tutti i livelli. Un tale clima di immobilismo amministrativo genera innanzitutto, la sfiducia della gente, che si trasforma spesso in tensione, rabbia, malcontento. Si avverte, cioé, una sorta di 'doppio binario', per cui lo scenario politico corre separato dalla realtà concreta delle famiglie, dei giovani, dei meno abbienti, dei più emarginati, delle categorie più a rischio, che continuano a bussare chiedendo risposte".
"A livello regionale - ha poi aggiunto Romeo - penso alle difficoltà dei nostri Cantieri Navali, di cui Palermo è andata sempre fiera, e all'eccessivo ritardo - che oserei definire assoluto silenzio - con cui si sta intervenendo sulle possibilità di riqualificare per tempo gli stabilimenti di Termini Imerese. Penso pure alla delicata situazione delle scuole professionali, per le quali si stanno limitando gli stanziamenti e alle quali dunque viene disconosciuta la valenza formativa per il futuro della Regione". "A livello comunale - ha detto - non posso non ribadire con convinzione che non si può amministrare limitandosi a gestire le emergenze delle retribuzioni, ma che si deve tentare in tutti i modi di ottimizzare le risorse che già si possiedono, in modo deciso, e in prospettiva del futuro di questa città. Un futuro che non può essere l'eterno presente di una continua protesta per gli stipendi, ma che deve essere programmato come occasione di crescita e di produttività reale".

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati