Alga tossica, pericolo cessato ma la psicosi rimane

Litorali vuoti nonostante le rassicurazioni. Ombrelloni chiusi, sdraio accatastate, parcheggi deserti. Nel fine settimana 70% di presenza in meno. E scatta l'allarme dei commercianti

PALERMO. A guardarla, sembra una spiaggia in un giorno dei primi di giugno. Quando il sole primaverile regala sprazzi di estate ai temerari che vogliono un'abbronzatura "fuori stagione". Ombrelloni chiusi, sdraio accatastate, spazi «abbondanti». Invece siamo a metà luglio. Nel pieno della stagione estiva. Quando le spiagge dovrebbero essere piene. I parcheggi completi ed i chioschetti impegnati a distribuire bevande ghiacciate ai bagnanti. Ieri nulla di tutto questo tra Isola delle Femmine e Capaci. Parcheggi vuoti, lidi deserti. O quasi.


L'hanno definito «effetto alga tossica». Che di tossico, in realtà, ha ben poco. I livelli di concentrazione dell'«ostreopsis ovata», come si chiama l'alga in maniera scientifica, adesso sono esigui. I dati li ha forniti l'Arpa, l'agenzia regionale protezione ambiente. In acqua c'è solo una minima traccia dell'alga portata a riva dal maestrale. Livelli che non arrecano danno all'essere umano. Danni che, nella peggiore delle ipotesi, duravano 24 ore. Un fastidio alla gola ed al naso. Come racconta chi ha avuto la malaugurata sorte di «beccarsi» gli effetti dell'alga. «Ho avuto qualche linea di febbre - dice Alessandro Galante, titolare del Galante Beach a Capaci - Poi nient'altro. Ma questo perchè soffro d'asma.


I soggetti in salute non risentono di nessun effetto dell'alga che adesso non c'è più». O non c'è mai stata? Una teoria sostenuta da Mariella Domina: «L'alga non è tossica - dice - Me lo ha confermato un mio amico biologo. Qui il problema sono le polveri sottili». Michele Longo, titolare del Tropical mostra il suo stabilimento vuoto. «Un calo di presenze pazzesco - dice - Nel fine settimana abbiamo toccato il 70 percento di presenze in meno. Perdere due settimane di lavoro per noi è deleterio". C'è chi, però, non rinuncia alla tintarella. "Che dobbiamo fare? Non andiamo più a mare? - dice Roberto Terzo, nipotino al seguito - In questi giorni non ho visto nessuno accusare alcun sintomo da intossicazione». Sulla stessa lunghezza d'onda Lucia Siragusa, al mare con i suoi figli di 1 e 2 anni: «Nessun problema - dice - Penso che si tratti solo di psicosi». Gaetano Soriano lavora al Tropical. «Si è trattato di un falso allarme - dice - Qualche sintomo reale qualcuno l'ha avvertito. Ma credo sia da legare ad altri fattori». Anche alla Sirenetta la situazione è «drammatica», come racconta il titolare Orazio Di Lorenzo: "La gente è preoccupata per quello che legge, non per come stanno realmente le cose - dice - Abbiamo un calo di presenze del 50 per cento e nei fine settimana sfioriamo il 90 percento in meno. L'alga adesso si è spostata. La situazione è tornata alla normalità». Anche dall'Arpa hanno confermato il cessato allarme. I livelli di concentrazione nell'acqua sono al di sotto del limite di soglia. Ora tutti a mare

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