"Epidemia" di libretti milionari "Dubbi su una class action"

Alessandro Palmigiano, avvocato ed esperto di tutela dei consumatori: “In base alla legge in vigore, infatti, una azione collettiva può essere applicata solo agli illeciti compiuti successivamente alla stessa normativa, ovvero dopo il 2009”

PALERMO. Dopo i recenti casi di libretti postali con più di 50 anni di età, ritrovati tra le vecchie poltrone o nelle cantine di casa, in tantissimi vogliono sapere come poter rientrare in possesso di queste somme, che oggi possono raggiungere anche un valore di milioni di euro. Tutti vogliono mettersi in contatto con l'avvocato Marco Angelozzi, del foro di Roma, che ha dichiarato di aver già "formulato una class action con l'obiettivo di far riconoscere alle banche e a Poste Italiane il reale valore dei libretti".  A chiarire alcuni aspetti di questa vicenda ci pensa Alessandro Palmigiano, avvocato ed esperto di tutela dei consumatori.  
"La mia perplessità nasce dal fatto che con l'attuale legge (n.99/2009), l’azione di classe si applica solo “agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge”, vale a dire a quelli compiuti dopo il 16 Agosto 2009. Ma bisogna valutare caso per caso. - spiega il legale - Non appena l'azione viene giudicata ammissibile da parte del tribunale (solitamente trascorrono due o tre mesi) deve esserne data pubblicità sul sito del Ministero delle Finanze, in modo che chi fa parte della “class action” ne venga subito a conoscenza".
Tuttavia, è possibile anche procedere con un'azione legale individuale. Infatti, ciò che Palmigiano consiglia a chi è in possesso di vecchi libretti è innanzitutto, di "inviare una raccomandata alla banca o alla posta per chiedere notizie e capire se c'è la possibilità di avere indietro i soldi. A quel punto, in base alla risposta che si riceve, è possibile procedere individualmente al Tribunale o aderire a un'azione collettiva che ha senza dubbio costi minori".

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