Sicilia, Salute

Termini, neoplasia dell’esofago operata in laparoscopia

L’intervento su una donna di 60 anni dello Sri Lanka eseguito dal primario del reparto di chirurgia generale del Cimino, Giovanni Spinnato. “La scelta tecnica di lavorare a torace chiuso ha reso il decorso post-operatorio più agevoli e veloci”

PALERMO. Intervento di grande valenza chirurgica all’ospedale Cimino di Termini Imerese. E’ stato eseguito in una donna di 60 anni dello Sri Lanka, affetta da una neoplasia del “terzo medio” dell’esofago.
L’eccezionalità dell’intervento consiste nel fatto che l’esofagectomia totale, ossia l’asportazione dell’esofago con ricostruzione del canale alimentare mediante “tubulizzazione” dello stomaco, è stata eseguita totalmente per via laparoscopica e senza l’apertura del torace.
“Lo stomaco – ha spiegato il primario del reparto di chirurgia generale dell’Ospedale Cimino, Giovanni Spinnato che ha guidato l’equipe che ha eseguito l’intervento – è stato collocato al posto dell’esofago, facendolo passare all’interno del torace, per consentire alla paziente una normale alimentazione”.
Si è trattato di un intervento di chirurgia avanzata tradizionalmente eseguito a torace e addome aperti e che, invece, con questa tecnica ha visto semplicemente la pratica di 4 piccoli fori addominali ed una piccola incisione a livello del collo.
“E’ la conferma delle eccellenti professionalità che lavorano all’Asp di Palermo – ha sottolineato il Direttore generale dell’Azienda sanitaria, Salvatore Cirignotta – interventi come quelli realizzati dall’equipe del dottore Spinnato, con la preziosa collaborazione dello staff anestesiologico e rianimatorio diretto dal dottore Michele Riili, ci consentono di affermare che abbiamo intrapreso la strada giusta per fornire buona sanità al cittadino. Il valore dell’intervento eseguito all’Ospedale di Termini è tale che sarà presentato al prossimo congresso nazionale dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani”.
Attualmente la maggiore limitazione alla diffusione dell’esofagectomia con accesso mini-invasivo, è rappresentata dalla limitata esperienza in questo tipo di interventi.
“La scelta tecnica di lavorare a torace chiuso e di prediligere l’approccio mini-invasivo – ha concluso Spinnato - ha reso il decorso post-operatorio e la ripresa della funzionalità respiratoria della paziente più agevoli e veloci”.

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