Palermo e le strisce pedonali a scomparsa

Nella «Palermo senza», la misura di un’amministrazione che arranca fra difficoltà e inefficienze è data da tanti dettagli, apparentemente secondari, ma che pesano - e anche parecchio - sulla vita quotidiana di una città. Specie di una grande città come il capoluogo siciliano. Questo giornale da tempo denuncia alcune manifeste storture, molto spesso segnalate dai nostri lettori. Su queste colonne abbiamo frequentemente parlato - e continueremo a farlo - di fenomeni che producono peraltro effetti domino le cui conseguenze sono ben più gravi. Perché se i cassonetti semidistrutti e dunque inutilizzabili vengono abbandonati sulle strade, rovesciati dagli stessi addetti Amia, la spazzatura finisce fatalmente per accumularsi sui marciapiedi; se i rottami di vecchie auto non vengono rimossi - e in città i vigili ne hanno già censiti oltre 400 - qualcuno finisce per sentirsi autorizzato (ma autorizzato non lo è, beninteso) a trasformarli in ricettacolo di spazzatura.
E se, come raccontiamo oggi a pagina 22, lungo molte delle principali arterie urbane le strisce pedonali spariscono, la cosa finisce per fare il paio con il terrificante bilancio di pedoni investiti mentre attraversano: già sei morti quest’anno. Sicuri che si tratti davvero di problemi secondari?

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