Dina si dimette da segretario del Pid

Il parlamentare regionale ha preso la decisione ieri ma non l’ha ancora comunicata a Romano e ai colleghi: lo farà domani durante la già prevista riunione del comitato regionale. "Non possiamo dare l'impressione di essere solo il partito del ministero"

PALERMO. «Non possiamo dare l’impressione di essere solo il partito del ministero»: Nino Dina si dimette dal ruolo di segretario regionale del Pid e apre una crepa profonda nel partito nato dalla scissione degli uomini di Saverio Romano dall’Udc. Il parlamentare regionale ha preso la decisione ieri ma non l’ha ancora comunicata a Romano e ai colleghi: lo farà domani durante la già prevista riunione del comitato regionale del partito.



Dina non lascerà il Pid ma si candida a guidare una fronda di scontenti: «Quella che finora si è costruita - ha detto ieri al Giornale di Sicilia l’ormai ex segretario - è solo una realtà virtuale di vertice, nata da un freddo atto notarile». Lo stesso Dina non fa mistero di temere che il Pid possa presto trasformarsi in una corrente del nuovo Pdl a guida Alfano: «C’è il rischio che con un successivo atto di cessione questo partito possa essere trasferito ad altra ragione sociale». Per tutti questi motivi Dina annuncia che «mi dimetto da segretario ma darò vita all’interno del Pid ai Circoli popolari, un’area di presenza politica regionale di uomini liberi che possa riscoprire i valori della tradizione cattolico-popolare».



Dina da settimane mostra sofferenza per la linea politica decisa da Romano. E anche per questo motivo Domenico Sudano, ex segretario dell’Udc ed espressione dell’area etnea del Pid, lo aveva duramente attaccato nell’ultima riunione della segretaria. Sudano, dicono i boatos, stava già lavoarndo alla successione di Dina. Ma il malessere attraversa molti nel Pid, anche Pippo Gianni non ne fa mistero da qualche tempo.



Dina è a sua volta corteggiato dall’area di terzopolista aggregatasi attorno a Lombardo. Il presidente ne ha lodato «lo spirito di collaborazione» nel corso dell’ultima convention dell’Mpa a Catania. Tuttavia al momento Dina assicura di non voler cambiare partito: «Il Pid vive un momento di perenne attesa. Occorre organizzare forme di partecipazione politica per trasformare uno strumento di pochi in uno strumento per tutti».

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