Zamparini: "Con Pioli sfaterò il tabù di mangiallenatori"

"Non lo esonererò, casomai sarà lui a chiedermi di andare via". Sono state queste le parole pronunciate dal presidente del Palermo durante la presentazione del nuovo allenatore rosanero

PALERMO. "Il bene del Palermo" è la prima cosa alla quale pensa Stefano Pioli, che oggi ha inaugurato ufficialmente la propria avventura sulla panchina del club rosanero e il rapporto con Maurizio Zamparini, presidente generoso, appassionato, ma con la nomea di 'mangiallenatori'. Zamparini non somiglia lontanamente al serafico collega Campedelli del Chievo Verona. "Ma mi piace perché è molto diretto - ha tagliato corto Pioli -. Mi piace anche per questo, oltre che per il suo entusiasmo". Saprà gestirlo, l'ex stopper della Juventus, cresciuto al fianco di sua maestà Michel Platini? In molti ci hanno provato: allenatori bravi e preparati, esperti e pazienti, in grado d'incassare gli strali del focoso patron, ma nessuno ci è riuscito. Almeno finora. Prima di gestire il gruppo, insomma, Pioli dovrà imparare a elaborare il proprio rapporto con un presidente molto istintivo, con il quale lavorare in talune circostanze diventa impossibile, se non addirittura insopportabile, per un professionista. "Ci sono dei ruoli da rispettare - avverte Pioli -: tutti i dialoghi, però, saranno finalizzati al bene della squadra. Con il dialogo possiamo solo crescere. Ho in squadra giocatori particolari, occorrerà un mix di qualità e talento: non so ancora se giocheremo con un trequartista e due punte, o viceversa. Lo stesso vale per la difesa: potremo giocare a tre, oppure a quattro. Sarà un Palermo comunque in grado di far divertire". Di Miccoli, Pioli ha grande stima "perché - dice - rientra in ogni schema di gioco, dal momento che possiede tanta qualità ". "Gli parlerò, deve sentirsi un giocatore importante per il Palermo", ha aggiunto Pioli, a proposito delle voci di una possibile partenza del 'Romario del Salento' che è legato però al Palermo da altri due anni di contratto. "Deve mettersi in testa che non può giocare tutte le partite per 90'", ha rilevato Pioli. Tornando a Zamparini, l'allenatore rosanero si è detto certo che il patron ha apprezzato il suo lavoro. "Non la singola vittoria del Chievo a Palermo, nell'ultima giornata di campionato", ha detto. Quindi ha incassato le promessa (chissà quanto solenne) da parte dello stesso Zamparini: "Non lo esonererò, casomai sarà lui a chiedermi di andar via". In estate fioccano i buoni propositi e il mondo (anche quello del calcio) sembra a colori, tuttavia Pioli dovrà fare i conti con un altro problema: la nostalgia dei tifosi per Delio Rossi, l'allenatore più amato dai palermitani, l'uomo dei record e della terza finale di Coppa Italia. "Il fantasma di Rossi non mi fa paura", sono parole di Pioli, che non vede l'ora di mettersi al lavoro per preparare la squadra alle prima due sfide di Europa League. "Una manifestazione - ha puntualizzato il tecnico - che non snobberemo di certo. Per noi questa competizione rappresenta un valore aggiunto". L'ultimo messaggio è rivolto ai giocatori, che Pioli vuole "conoscere di persona". "Con me - conclude - non esistono gerarchie, va in campo chi merita di giocare".

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