Corte dei conti: "Gli uffici speciali della Regione sono superflui"

Secondo i magistrati contabili si tratta di doppioni di altri dipartimenti creati per sistemare i dirigenti. Ritenuta inutile anche la figura dell'Energy Manager

PALERMO. «Nati con motivazioni alquanto generiche, spesso diventano palesi  duplicazioni di funzioni già attribuite ad altri dipartimenti»: c’è un capitolo sui sette uffici speciali creati nel 2010, nella relazione con cui la Corte dei  Conti ha passato ai raggi X le spese della Regione. Per la sezione di  Controllo, guidata da Rita Arrigoni, «c’è l’abitudine di utilizzare queste strutture per finalità diverse da quelle previste». Per i magistrati contabili il governo le ha create per sistemarvi dirigenti che non avevano trovato spazio al termine della rotazione frutto dello spoil system. L’ufficio su cui la Corte nutre maggiori perplessità è quello destinato al risanamento delle aree a rischio ambientale (soprattutto per l’amianto), affidato ad Antonino Cuspilici. Per i magistrati «a questo ufficio sono state affidate competenze in parte coincidenti con un altro specifico servizio del dipartimento Ambiente». E non è tutto: «In materia di bonifiche operano ulteriori strutture facenti capo al presidente della Regione». Stessa obiezione la Corte dei Conti muove contro l’ufficio speciale per il coordinamento delle attività sulle opere pubbliche, affidato a Fulvio Bellomo, e contro l’ufficio speciale per la valorizzazione di parchi e riserve, guidato da Manlio Munafò: esistono analoghe strutture presso gli assessorati alle Infrastrutture e all’Agricoltura. Inutile, a parere della Corte, è anche l’Energy Manager: incarico affidato a Salvo Cocina con relativo ufficio speciale che però si sovrappone al dipartimento per l’Energia creato in assessorato. Curiosa è poi la motivazione per cui è stato creato l’ufficio per il rilascio delle dichiarazioni a conclusione degli interventi finanziati con Agenda 2000/2006. Esiste già un ufficio speciale che in generale certifica la spesa dei fondi Ue ma è guidato da un dirigente, Maurizio Agnese, che fra il 2000 e il 2006 era responsabile di alcune misure di investimento di questi fondi. Per evitare conflitti di interesse è stato creato il secondo ufficio, affidato a Francesco Nicosia (ma non riceve compenso per questo incarico) che certifica solo i progetti su cui Agnese avrebbe conflitto di interessi. Il sesto ufficio speciale, quello per la Legalità è affidato a Emanuela Giuliani e il settimo - sulla delegificazione - è stato già soppresso. La Corte riconosce al governo Lombardo di aver almeno ridotto il compenso ai dirigenti a capo di queste strutture: l’indennità di posizione non equivale a quella che avevano quando guidavano i dipartimenti ma è scesa a una cifra compresa fra i 23 mila e i 30 mila euro annui che si sommano allo stipendio base. Il caso dei dirigenti, e i privilegi segnalati dalla Corte dei Conti sul personale in genere, fanno discutere anche a due giorni dal giudizio di parifica. Il vicepresidente di Confindustria, Barbara Cittadini, durante un convegno a Catania sui giovani imprenditori ha rilevato che «manca un’effettiva verifica dei risultati conseguiti dai dirigenti. Ogni anno a tutti viene assegnata la premialità economica per i risultati, con una verifica fittizia». Per la Cittadini «anche nella nuova legge sulla pubblica amministrazione non si ravvisa l’introduzione di un serio meccanismo di premialità per quei dirigenti che lavorano effettivamente». Infine, la numero due degli industriali siciliani lamenta che «nelle pubbliche amministrazioni si dovrebbe accedere per concorso mentre la tecnica messa a punto dalla politica, dagli anni Ottanta a oggi, è quella di creare precariato che poi viene stabilizzato».

      

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